Disuguaglianze, stipendi fermi e inverno demografico: l’Italia si ferma
L’Italia si ferma: disuguaglianze crescono, stipendi fermi e inverno demografico. Il rapporto Coop 2026 svela una crisi sociale e economica.

L’Italia si ferma. È il quadro che emerge dal Rapporto Coop 2026, che svela una situazione economica e sociale in profonda crisi. L’indice di Gini, che misura le disuguaglianze interne, è cresciuto del 2,5 per cento negli ultimi cinque anni, un effetto diretto della contrazione dei redditi. Questo, a sua volta, è causato dalla scarsa produttività dell’economia, uno dei tre fattori di freno che impediscono al Paese di crescere. La crescita del Pil nel 2026 e nel 2027 sarà inferiore all’1 per cento, nonostante le deroghe al patto di stabilità e la spinta degli investimenti legati al Pnrr.
Disuguaglianze e stipendi fermi
La contrazione dei redditi ha portato a una perdita di potere d’acquisto, con conseguenze dirette sui consumi. Gli italiani, preoccupati per la situazione economica, hanno modificato i loro stili di vita: meno sprechi e più attenzione al benessere personale. Questo approccio si riflette anche sulle abitudini alimentari, con una maggiore attenzione alla qualità e alla salute. Il 62 per cento degli intervistati ha ridotto le cene e i momenti di convivialità fuori casa, spesso per motivi economici.
Il mercato del lavoro mostra segnali di sofferenza: il 56 per cento degli intervistati è insoddisfatto della propria retribuzione, il 35 per cento denuncia ritmi e carichi di lavoro troppo elevati e il 32 per cento lamenta l’assenza di adeguati spazi di carriera. Le imprese, a loro volta, non riescono a trovare profili adeguati al proprio fabbisogno e sono costrette a trattenere una quota sempre maggiore di over 50 o pensionati. Il 42 per cento della forza lavoro è over 50, un aumento del 10 per cento rispetto a dieci anni fa.
Consumi e benessere individuale
La lotta agli sprechi è condivisa dal 65 per cento degli italiani, sempre più attenti a spendere in maniera oculata. La priorità è data alle esperienze uniche, piuttosto che ai prodotti, e alla riparazione, invece che alla sostituzione. Questo approccio si riflette anche sulle abitudini alimentari, con una crescita del 5,6 per cento nel volume di vendite nei supermercati dal 2019. Il peso della marca del distributore è cresciuto, rappresentando quasi un terzo delle vendite. Un altro segno dei tempi è l’impiego dell’AI, che è diventato il vero consulente degli acquisti per il 74 per cento degli italiani. L’attenzione davanti allo scaffale è una scelta obbligata vista la crescita del 29,7 per cento dei prezzi alimentari rispetto al 2019. L’aspetto economico non è l’unico che influisce sulla composizione del carrello della spesa: l’attenzione al benessere ha portato alla riduzione dei cibi processati e alla crescita di prodotti come kefir, semi di chia e uova.
- Il 64 per cento degli italiani considera la famiglia l’elemento identitario per eccellenza.
- Il 64 per cento degli intervistati valuta il benessere individuale in base alle capacità cognitive.
- Il 54 per cento valuta il benessere psicologico.
- Il 43 per cento valuta la salute fisica.
Domenico Brisigotti, presidente di Coop, ha commentato: «Il quadro che emerge è quello di un paese in stallo, contrassegnato da una sempre più forte polarizzazione sociale con una classe media in grande difficoltà». L’Italia, con un inverno demografico e una scarsa produttività, si trova in una situazione di stallo, con un’attenzione crescente al benessere individuale e una riduzione dei consumi non essenziali.
