La Bce aumenta i tassi: cosa cambia per mutui e prestiti
La Bce aumenta i tassi: effetti sui mutui e prestiti, aumento rata mutuo variabile, previsioni per 2027.

Oggi la Banca centrale europea (Bce) ha deciso di aumentare i tassi di interesse, un passo che ha immediatamente impattato i mutui e i prestiti in Italia. L’aumento, legato alla crisi in Medio Oriente e al rialzo dei prezzi delle materie prime, ha portato a un incremento delle rate dei mutui a tasso variabile. Secondo l’analisi di Facile.it, la rata di un mutuo standard da 126.000 euro in 25 anni è salita di circa 17 euro, passando da 614 a 631 euro. Questo aumento riflette un trend in atto, con la rata variabile che ha già visto un incremento di 36 euro nell’ultimo anno.
Effetti sui mutui a tasso variabile
Il rialzo dei tassi ha reso più costosi i finanziamenti a tasso variabile, un aspetto che ha suscitato preoccupazione tra i mutuatari. Secondo i dati di Facile.it, nel 2027 i mutuatari con un finanziamento a tasso variabile standard spenderanno oltre 600 euro in più di interessi. L’aumento è stato determinato principalmente dal rialzo dei Bund tedeschi a 30 anni, che rappresentano un benchmark per i tassi dei mutui a tasso fisso. Gli esperti di Facile.it spiegano che la situazione di crisi in Medio Oriente ha portato a un aumento dell’inflazione, spingendo la Bce a intervenire con un nuovo aumento dei tassi.
La scelta tra tasso fisso e variabile diventa sempre più cruciale per i mutuatari. Per chi cerca oggi stabilità, il tasso fisso resta dunque la soluzione più indicata, mentre il variabile può essere valutato da chi è disposto ad assorbire possibili aumenti della rata. Inoltre, qualora i tassi dovessero scendere in futuro, sarà sempre possibile beneficiare di condizioni migliori attraverso la surroga, trasferendo gratuitamente il mutuo presso un’altra banca.
Le previsioni per il futuro
Lo sguardo sul futuro indica che l’aumento dei tassi potrebbe non essere l’ultimo intervento della Bce. I futures sugli Euribor suggeriscono che il mercato si aspetta almeno un secondo aumento entro la metà del 2027, forse addirittura un terzo prima della fine dell’anno. I dati suggeriscono che l’indice Euribor a tre mesi potrebbe raggiungere il 3,10% entro giugno 2027, portando la rata dei mutui variabili a oltre 650 euro. Questo scenario ha reso sempre più interessante l’opzione dei mutui a tasso fisso, che mantengono una rata costante per tutta la durata del finanziamento.
La preferenza per i tassi fissi si conferma in aumento, con il 92,2% delle richieste di mutuo. Secondo i dati di MutuiOnline.it, i finanziamenti a rata bloccata rappresentano il 92,2% delle richieste totali di mutuo, contro appena il 3,6% del variabile. Questa preferenza è spiegabile con la maggiore tranquillità offerta da una rata costante e da livelli di tasso che, pur in rialzo, restano storicamente accettabili. La Bce ha già registrato un aumento dei tassi di 25 punti base, con la media dei tassi fissi che è passata dal 3,35% di luglio al 3,46% nell’ultimo mese. Questo incremento ha reso sempre più rilevante la scelta tra tasso fisso e variabile, con il primo che offre maggiore stabilità e il secondo maggiore flessibilità, ma con un rischio di aumento delle rate.
