Rendimenti dei bond in aumento, Btp italiani ai massimi da fine 2023

Rendimenti dei bond salgono, Btp italiani ai massimi da fine 2023, inflazione in aumento

Mercati obbligazionari in movimento, rendimenti dei bond salgono, Btp italiani ai massimi da fine 2023
Mercati obbligazionari in movimento, rendimenti dei bond salgono, Btp italiani ai massimi da fine 2023

La crescita dell’inflazione ha spinto i rendimenti dei bond a salire, con i titoli di Stato inglesi che raggiungono i livelli più alti dal 2008 e i Btp italiani ai massimi da fine 2023. I mercati globali, in particolare quelli statunitensi e europei, registrano un aumento dei rendimenti richiesti per i titoli a lunga scadenza, in seguito alle crescenti aspettative di politiche monetarie più restrittive da parte delle banche centrali. L’incremento dei prezzi dell’energia, in particolare il petrolio, ha alimentato le preoccupazioni per un’accelerazione dell’inflazione, riducendo lo spazio per tagli ai tassi di interesse.

La dinamica dei rendimenti e il ruolo dei mercati globali

I rendimenti dei Treasury statunitensi, il principale indicatore per i prestiti e i mutui, sono saliti al 4,788%, il livello più alto dal 14 gennaio 2025. Il trentennale è cresciuto di oltre 2 punti base, raggiungendo il 5,272%. Questa tendenza si è estesa anche agli altri mercati obbligazionari, con i rendimenti dei Btp italiani che hanno superato il 4,18%, tornando ai livelli di fine 2023. La pressione sui rendimenti si è diffusa anche in Francia e Germania, con un aumento dei tassi richiesti sui titoli di Stato.

Il rincaro dell’energia riaccende infatti il rischio di una nuova fiammata dei prezzi e per i mercati questo significa che le banche centrali potrebbero avere meno spazio per tagliare i tassi o essere costrette a mantenerli elevati più a lungo. La dinamica globale dei rendimenti è alimentata da una combinazione di fattori macroeconomici e politici.

Le cause dell’aumento dei rendimenti e il ruolo dell’inflazione

La crescita dei rendimenti è legata all’aumento delle aspettative di inflazione e alla probabile decisione della Banca Centrale Europea (Bce) di mantenere i tassi elevati per un periodo più lungo. L’incremento dei prezzi dell’energia, in particolare a causa della crisi in Medio Oriente, ha alimentato le preoccupazioni per un’accelerazione dei prezzi generali. Il governatore finlandese e membro del direttivo della Bce, Olli Rehn, ha ammesso che le attese dei mercati per un nuovo rialzo dei tassi nella riunione del 10 settembre sono “comprensibili”.

Mercati obbligazionari in movimento, rendimenti dei bond salgono, Btp italiani ai massimi da fine 2023, immagine di approfondimento

Nonostante l’aumento dei rendimenti, il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, ha sottolineato che non si vedono effetti di secondo livello, cioè una trasmissione dei rincari energetici a una più generalizzata corsa dei prezzi. La discesa dell’inflazione di fondo e di quella dei servizi rimane un elemento positivo, riducendo almeno in parte l’impatto dei rialzi sui mercati obbligazionari. La stabilità degli occupati al 63,2% è il frutto di un bilanciamento tra l’aumento degli uomini, dei dipendenti permanenti, degli autonomi e di chi ha tra i 35 e i 49 anni. Al contrario, il calo delle donne, dei dipendenti a termine e di altre classi di età ha contribuito a mantenere il tasso di occupazione stabile. Gli occupati sono 24 milioni e 370mila, con una diminuzione dei disoccupati e degli inattivi.

La crescita del lavoro tra gli over 50 è il doppio rispetto a quella degli under 35, con un aumento del 18,9% per il tasso di disoccupazione giovanile. La stabilità del mercato del lavoro riflette una combinazione di fattori demografici e politici, con il governo che ha mantenuto una politica di sostegno all’occupazione, in particolare per gli over 50.