Dario Amodei ammette: “Abbiamo alimentato illusioni sull’IA. Ora c’è sfiducia”

Dario Amodei, AD di Anthropic, ammette di aver alimentato illusioni sull’IA. Cresce il timore di una nuova bolla.

Un dirigente di Anthropic parla di sfiducia verso l’IA e crescente timore di una bolla
Un dirigente di Anthropic parla di sfiducia verso l’IA e crescente timore di una bolla

Un ammissione di responsabilità nel settore dell’IA

Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, ha ammesso in un post su X che le aziende di intelligenza artificiale hanno alimentato illusioni sull’impatto positivo della tecnologia. “La responsabilità è interamente nostra”, ha detto, sottolineando che i messaggi di marketing non devono essere la priorità nel sviluppo delle soluzioni. L’ad ha riconosciuto che la distanza tra le promesse comunicate al pubblico e i risultati verificabili ha alimentato un clima di sfiducia, sia tecnologica che sociale, accompagnato da crescenti dubbi sulla sostenibilità finanziaria degli investimenti nel settore. Le aziende hanno dato false speranze, ma ora si paga il prezzo di questa distanza.

Un clima di sfiducia crescente

Secondo un report di S&P Global Market Intelligence, il 42% delle aziende ha abbandonato la maggior parte delle proprie iniziative di IA nel 2025, un aumento rispetto al 17% del 2024. Il 46% dei progetti viene scartato prima ancora di arrivare in produzione a causa di costi elevati, problemi di sicurezza e difficoltà nel gestire la privacy dei dati condivisi. Per il Pew Research Center, il 50% degli adulti statunitensi si dice più preoccupato che ottimista per la diffusione dell’IA nella vita quotidiana, contro il 10% di pareri favorevoli. Nel 2021 la quota dei timorosi era al 37%. La sfiducia si è diffusa, ma non è ancora in crisi totale.

Le aziende di intelligenza artificiale hanno promesso più di quanto siano riuscite finora a mantenere. L’indagine 2026 AI-Powered Consumer Report, dei ricercatori di Prophet, segnala che l’uso dell’IA generativa tra i consumatori è salito al 73%, dal 45% del 2024, ma con un calo del 30% nell’entusiasmo verso la tecnologia. Per il MIT, solo il 5% dei progetti basati sull’IA raggiunge un impatto significativo. Anthropic sta accelerando gli sforzi in biologia e medicina, con i “primi segnali tangibili” previsti nei prossimi mesi. L’ad ha ribadito che “l’unica cosa che funzionerà davvero sarà curare il cancro”, con le sole promesse, molti pensano che l’IA sia solo un inganno.

Nonostante l’ammissione, OpenAI ha confermato piani di spesa per trilioni di dollari in infrastrutture. L’amministratore delegato di Alphabet, Sundar Pichai, ha riconosciuto “elementi di irrazionalità” nel ciclo di investimenti sull’IA, proprio come agli albori di internet. Quattro anni fa, Google spendeva meno di 30 miliardi di dollari l’anno in IA. Quest’anno, la cifra ha superato i 90 miliardi di dollari. La bolla si sta formando, ma non è ancora esplosa.

La situazione si complica ulteriormente con il rischio di una nuova bolla, simile a quella delle dot-com. Amodei ha paragonato il clima attuale a quello di fine anni novanta, sottolineando che il fatto che startup di poche persone raccolgano finanziamenti miliardari non è razionale. Le promesse non si traducono in risultati concreti, e questo alimenta la sfiducia.