Antiche tracce di fusione galattica nel cuore della Via Lattea
Nuova scoperta svela una fusione galattica avvenuta 1,8 miliardi di anni fa, rivelando un tassello della storia della Via Lattea.

Un team di ricercatori guidati dall’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) ha scoperto una fusione galattica avvenuta circa 1,8 miliardi di anni prima dell’ultimo grande evento di questo tipo finora noto. L’evento, rivelato grazie agli ammassi globulari usati come traccianti e a una nuova tecnica per misurarne l’età, ha lasciato la sua impronta nelle regioni più interne della Via Lattea. Questa scoperta aggiunge un tassello alla comprensione della storia di formazione della galassia che ospita il Sole e il Sistema solare.
un passato sconosciuto della Via Lattea
La Via Lattea, la nostra casa nel cosmo, è stata costruita attraverso una serie di fusioni con galassie esterne. Fino a oggi, la storia di queste fusioni era stata ricostruita con sicurezza solo fino a circa dieci miliardi di anni fa, l’epoca dell’incontro con Gaia-Enceladus, una galassia nana che si scontrò con la nostra e fu successivamente inglobata. Ora, grazie a un nuovo studio condotto nell’ambito del progetto Carma (Cluster Ages to Reconstruct the Milky Way Assembly), è emerso un evento di fusione avvenuto molto prima, circa due miliardi di anni dopo il Big Bang.
La galassia responsabile di questa fusione aveva una massa stellare paragonabile a quella di Gaia-Enceladus, pari a circa mezzo miliardo di masse solari, e aveva depositato gran parte del suo materiale entro poco meno di 20mila anni luce dal centro della Via Lattea. Questo evento ha lasciato tracce visibili negli ammassi globulari, influenzando l’intera evoluzione successiva della galassia.
una scoperta che cambia la storia
Il team ha utilizzato una tecnica innovativa per misurare l’età degli ammassi globulari con una precisione mai raggiunta prima. Grazie a questa metodologia, è stato possibile identificare tre sequenze distinte di ammassi globulari, una legata alla fusione con Gaia-Enceladus, una alla Via Lattea originaria e una terza, intermedia, spiegabile solo con l’esistenza di una fusione precedente. L’analisi statistica indica proprio nello scenario a tre progenitori quello di gran lunga più probabile. Questo evento, denominato Low-energy-Kraken-Heracles (Lkh), è un acronimo che rende omaggio ai tre lavori che avevano ipotizzato l’esistenza di questa fusione galattica. «Il percorso verso la pubblicazione è stato lungo e articolato, tanto che il nome dell’evento di fusione è cambiato più volte», conclude Davide Massari, ricercatore dell’Inaf e primo autore dell’articolo scientifico. La scoperta offre un’ulteriore risposta alla domanda di dove veniamo, aggiungendo un tassello alla comprensione della nostra galassia.
- La fusione avvenuta 1,8 miliardi di anni fa ha lasciato tracce visibili negli ammassi globulari.
- La galassia responsabile aveva una massa stellare simile a quella di Gaia-Enceladus.
- Il nome dell’evento è stato modificato più volte durante la pubblicazione.
Questo studio, pubblicato su Nature Astronomy, rappresenta un passo avanti nella ricostruzione della storia della Via Lattea, un tema che ha sempre suscitato interesse tra scienziati e appassionati di astronomia. La scoperta offre nuove prospettive sulla formazione e sull’evoluzione della nostra galassia, contribuendo a una comprensione più completa del nostro universo.
