Costruttori cinesi in Europa: chi si distingue nella corsa per le auto elettriche
Costruttori cinesi in Europa: chi si distingue nella corsa per le auto elettriche

La corsa dei costruttori cinesi in Europa
Nel mercato europeo delle auto elettriche, i costruttori cinesi si stanno muovendo con una strategia diversa e spesso più aggressiva rispetto ai loro concorrenti. Tra i nomi più noti, Saic, Byd, Chery e Geely si distinguono per la loro presenza e per la loro capacità di adattarsi ai mercati esteri. La competizione è intensa, ma alcuni marchi si stanno rivelando più preparati e strategici. Tra questi, Geely emerge come un candidato interessante, nonostante i margini di profitto non siano ancora al top.
La situazione dei costruttori cinesi in Europa è segnata da una serie di dati recenti. Dalla Fortune Global List 500, pubblicata alla fine di luglio 2026, si apprende che Gac e Geely (holding) hanno registrato margini negativi, mentre Baic (socio importante di Mercedes) si attesta a zero. Al contrario, Dongfeng, Saic e Faw mantengono margini positivi, ma sotto il 2%. Byd, invece, si distingue con un margine del 4,1%, posizionandosi al 91esimo posto in classifica, unico costruttore cinese tra i primi 100. Chery, con un margine del 6,3%, si conferma come un altro player di interesse.
Geely si distingue per una strategia di crescita ben definita e una capacità di adattarsi ai mercati esteri.
Geely: una strategia di crescita diversa
Geely, in particolare, ha messo in mostra una strategia di crescita che sembra più mirata e strutturata. Anche se i suoi numeri non fanno ancora impressione, aggiungendo quelli dei due marchi diretti, Zeekr nel premium e Link&Co, e quelli delle controllate Volvo, Smart, Polestar, Lotus e Levc (i taxi elettrici di Londra), si vede un quadro più completo. La società ha anche siglato una joint venture con Ford in Spagna, dove produrrà i propri modelli e fornirà al partner una sua piattaforma. Questa operazione ricorda quelle con Renault, dove Geely ha già collaborato per due modelli francesi costruiti in Brasile e altri due in Corea del Sud.
Con in tasca Volvo dal 2010 (comprata da Ford), Geely si è portata avanti: il suo premium come Zeekr lo farà nelle fabbriche svedesi. E senza dimenticare il suo piedone dentro Mercedes. In un confronto europeo, Chery ha una sola fabbrica in Spagna, Saic per MG avrà una fabbrica in Galizia, Byd una in Ungheria e disperatamente altra cercasi, perfino in Italia. Non si sorpassano così anche gli altri cavalli?
La corsa per le auto elettriche in Europa non è solo una questione di innovazione o di design, ma anche di margini e di costi di produzione. Molti costruttori cinesi, come Xpeng, hanno registrato perdite significative nel secondo trimestre 2026, mentre Avatr, una start-up di veicoli elettrici non ancora pervenuta in Europa, ha visto un calo di quasi 2 miliardi di dollari in quattro anni. Chery, invece, ha ridotto del 12% i profitti nel primo semestre per perdite da cambi sfavorevoli. Questi dati mettono in luce le sfide che i costruttori cinesi devono affrontare per mantenere la competitività.
Byd si posiziona come uno dei pochi costruttori cinesi con margini positivi, mentre Chery si distingue per la sua capacità di mantenere un margine del 6,3%.
La competizione è intensa, ma alcuni costruttori stanno dimostrando di avere una strategia più solida e una capacità di adattamento maggiore. La corsa per le auto elettriche in Europa è in corso, e i costruttori cinesi stanno cercando di fare la differenza. Tra di loro, Geely si distingue per una strategia di crescita ben definita e una capacità di adattarsi ai mercati esteri. La sfida è grande, ma alcuni marchi stanno dimostrando di avere le carte in mano per vincere.
