Controlli biometrici tornano negli aeroporti: rischio code e disagi alle frontiere
Controlli biometrici tornano negli aeroporti: rischio code e disagi alle frontiere

Da oggi, domenica 6 settembre 2026, tornano i controlli biometrici negli aeroporti europei, con il rischio di code e disagi per i viaggiatori. La misura, introdotta nell’aprile di quest’anno, è stata sospesa temporaneamente durante l’estate per permettere agli Stati membri di gestire i flussi di passeggeri in modo flessibile. Con la scadenza di questa sospensione, il sistema EES (Entry Exit System) torna in funzione in modo pieno, ma alcuni Paesi non lo hanno ancora applicato in modo completo, causando potenziali ritardi. La situazione potrebbe ripresentare le lunghe code che avevano caratterizzato l’inizio dell’estate, con conseguenze per i viaggiatori extra-Schengen diretti verso l’Unione europea.
Un sistema in fase di adeguamento
Il sistema EES, che richiede l’acquisizione di dati biometrici come l’immagine del volto e le impronte digitali, è stato introdotto per migliorare la sicurezza e l’efficienza dei controlli alle frontiere. Tuttavia, durante l’estate, diversi Stati membri hanno potuto sospendere la raccolta di tali dati in alcuni punti di attraversamento, quando i tempi di attesa erano eccessivamente lunghi. Questa misura di flessibilità è ora terminata, e gli aeroporti dovranno gestire i flussi senza ulteriore sospensione. Un portavoce dell’esecutivo comunitario ha dichiarato di essere in contatto con gli Stati membri per apportare eventuali aggiustamenti, ma non ha confermato una proroga delle misure.
Un portavoce dell’esecutivo comunitario ha dichiarato che il sistema EES ha funzionato “in generale buono” durante l’estate, ma ha anche sottolineato che ci sono ancora miglioramenti da apportare. La Commissione europea è pronta a fornire ulteriore supporto durante il periodo di adeguamento operativo necessario in alcuni punti di frontiera. Tuttavia, non è stata concessa una proroga formale, e i viaggiatori potrebbero dover affrontare tempi di attesa più lunghi, specialmente per i passeggeri extra-Schengen.
Le compagnie aeree e l’IATA chiedono una proroga
Le compagnie aeree, attraverso l’associazione internazionale IATA, hanno chiesto una proroga ufficiale delle misure di sospensione, sottolineando come i ritardi legati al sistema EES abbiano già causato la perdita di voli e coincidenze per molti passeggeri. L’IATA ha rilevato che i problemi persistono e che la piena operatività del sistema non è ancora garantita in tutti i Paesi. L’associazione britannica Abta, per voce del direttore degli affari pubblici Luke Petherbridge, ha espresso la necessità di una sospensione discrezionale anche oltre settembre, riconoscendo che il sistema EES non è ancora pienamente operativo in tutti i Paesi membri.
La Commissione europea ha riconosciuto che il sistema EES non è ancora perfetto e richiede ulteriori adattamenti. Nonostante i tentativi di migliorare il sistema, il sistema EES non è ancora in grado di gestire i flussi in modo completamente efficiente. I viaggiatori dovranno quindi prepararsi a potenziali ritardi e a una gestione più rigida dei controlli, con un impatto diretto sulle loro esperienze di viaggio.
La situazione potrebbe peggiorare se i problemi persistono, con conseguenze per la mobilità e la soddisfazione dei viaggiatori. Le autorità di frontiera dovranno gestire i flussi in modo più rigido, e i passeggeri potrebbero dover attendere per ore per completare i controlli. La piena operatività del sistema EES è ancora un obiettivo da raggiungere, e i viaggiatori dovranno affrontare le conseguenze di questa situazione. La piena operatività del sistema EES è ancora un obiettivo da raggiungere. La Commissione europea ha espresso la sua disponibilità a fornire supporto, ma non ha garantito una proroga. I viaggiatori dovranno quindi prepararsi a potenziali ritardi e a una gestione più rigida dei controlli.
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