Conflitto USA-Iran in fase di logoramento, esperto Med-Or: tensioni e costi elevati
Conflitto Usa-Iran in fase di logoramento, esperto Med-Or: tensioni e costi elevati

Il conflitto tra Stati Uniti e Iran è entrato in una fase di logoramento, con dinamiche simili a quelle verificatesi in Ucraina, ha dichiarato Daniele Ruvinetti, senior advisor della Fondazione Med-Or. L’esperto, intervistato da Claudio Brachino per Diplomacy Magazine, ha sottolineato come la guerra non abbia portato a una soluzione definitiva, ma abbia creato un equilibrio instabile. La situazione, secondo Ruvinetti, si complica ulteriormente per la mancanza di un accordo su due temi chiave: la gestione dello stretto di Hormuz e il programma nucleare iraniano.
La guerra a distanza e i costi elevati
Secondo Ruvinetti, gli Stati Uniti stanno conducendo una guerra a grande distanza geografica, con assetti militari e circa 50.000 soldati dislocati nel Medio Oriente. Questo ha comportato costi molto elevati, senza un ritorno di investimenti tangibili. L’esperto ha sottolineato come la mancanza di un risultato militare abbia spinto gli USA a cercare soluzioni diplomatiche, spesso mediate dal Pakistan. Tuttavia, queste trattative non hanno portato a una definizione chiara su due temi fondamentali: la gestione dello stretto di Hormuz e il nucleare.
Le elezioni e il rischio di cambiamenti di rotta
Le prossime elezioni midterm negli Stati Uniti e quelle in Israele potrebbero influenzare significativamente la situazione. Ruvinetti ha spiegato che i Pasdaran, i militari iraniani, attendono i risultati di queste elezioni, in particolare quelle israeliane di ottobre e quelle americane di novembre. Se Netanyahu dovesse perdere, per l’Iran sarebbe un risultato favorevole. Tuttavia, l’Iran è visto come il grande nemico in Israele, indipendentemente dal vincitore. L’esperto ha anche sottolineato che un cambiamento di governo potrebbe alterare la dinamica del conflitto.
Le elezioni midterm potrebbero anche influenzare la posizione di Trump, che ha già visto un calo di consenso. Se Trump dovesse uscire sconfitto, potrebbe diventare un presidente “azzoppato”, con conseguenze negative per la strategia di guerra in corso. Questo creerebbe molti problemi per Trump nel portare avanti una guerra che dura da tempo, senza grandi risultati. L’esperto ha anche sottolineato l’importanza di Trump come attore chiave sia nel conflitto USA-Iran che nel fronte russo-ucraino. La situazione economica è ulteriormente complicata dal rischio di attacchi missilistici o con droni da parte dell’Iran, che aumenta i prezzi delle assicurazioni e crea un freno per le compagnie che operano nello stretto di Hormuz. L’esperto ha osservato come l’innalzamento del prezzo del petrolio e del gas rifletta l’impatto economico di questa situazione di stallo. Il conflitto USA-Iran, quindi, si trova in una fase di logoramento, con effetti che si estendono a diversi scenari geopolitici.
