La Comece interviene sulla causa dei registri battesimali e del diritto all’oblio

La Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece) interviene sulla causa dei registri battesimali e del diritto all’oblio.

La Comece analizza l'impatto della cancellazione dei dati dai registri battesimali su diritti e interessi di terzi
La Comece analizza l’impatto della cancellazione dei dati dai registri battesimali su diritti e interessi di terzi

La Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece) ha pubblicato un documento di posizione sul dibattito in corso sulla causa concernente la diocesi di Gand davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea. Il tema centrale è il rapporto tra protezione dei dati personali, libertà religiosa e valore storico-giuridico degli archivi ecclesiali. La Comece sostiene che i registri battesimali non siano semplici elenchi di membri della Chiesa, ma riflettono una realtà teologica e non solo amministrativa. La causa, denominata C-12/25 Bisdom Gent, riguarda il caso di persone battezzate che hanno chiesto la cancellazione dei propri dati dai registri di battesimo, con conseguenze potenzialmente significative per la Chiesa.

La natura giuridica dei registri battesimali

Il documento della Comece spiega che i registri battesimali non possono essere considerati semplici elenchi di membri della Chiesa, ma rappresentano un elemento di prova in diversi ambiti giuridici. Vengono citati esempi nazionali in cui tali registri sono utilizzati per determinare la cittadinanza, la successione, l’accesso alle pensioni e altre rivendicazioni legali. La cancellazione dei dati potrebbe compromettere la validità di tali registri come fonti di prova, con conseguenze dirette su diritti e interessi di terzi, come genitori, padrini, madrine o celebranti.

La cancellazione dei dati potrebbe impedire verifiche vitali per la missione della Chiesa.

La Comece sottolinea che la cancellazione dei dati dai registri battesimali potrebbe ostacolare future azioni all’interno della Chiesa, come il riconoscimento del battesimo o la partecipazione a determinati sacramenti. Inoltre, una persona già battezzata potrebbe richiedere nuovamente il battesimo, un sacramento unico e non ripetibile, o compiere atti riservati a persone non coniugate, come contrarre un nuovo matrimonio o ricevere l’ordinazione sacerdotale. Questi aspetti mettono in luce l’importanza giuridica e teologica dei registri battesimali.

Il diritto all’oblio e la libertà religiosa

La causa in questione si interroga sul diritto all’oblio, previsto dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (Rgdp), e sulle implicazioni per la libertà religiosa. La Comece ribadisce che non esiste alcuna limitazione alla libertà dei battezzati che desiderano prendere le distanze dalla Chiesa, né alla libertà di non partecipare a pratiche religiose. Tuttavia, la cancellazione dei dati potrebbe influire sul modo in cui la Chiesa esprime la propria fede in modo visibile e giuridico.

La sentenza della Corte UE potrebbe avere un impatto profondo sulla Chiesa in tutti gli Stati membri.

La Comece ha sottolineato che la sentenza che la Corte UE emetterà nel caso in questione avrà un impatto molto profondo sulla vita della Chiesa in tutti gli Stati membri dell’Unione. Il documento è stato elaborato in base alle riflessioni interne alla Commissione Affari giuridici della Comece e in risposta alle richieste delle Conferenze episcopali dell’UE. La Commissione ha deciso di partecipare al dibattito pubblico, nel pieno rispetto del ruolo della Corte UE. La causa riguarda anche il rispetto delle relazioni Stato-Chiesa a livello nazionale, con implicazioni su come la Chiesa possa mantenere la sua identità e la sua missione. La Comece ha sottolineato che sarebbe problematico se la natura e il carattere dei registri battesimali venissero ridefiniti da un tribunale civile come elenchi di membri. I registri sono una fonte storica di notevole valore per la ricostruzione della comunità ecclesiale e della vita sociale delle comunità locali.