Il caso Malagò e il tesseramento in Figc: le conseguenze di un’irregolarità
L’indagine della procura federale su Malagò e il tesseramento in Figc: possibili decadenze e nuove elezioni.

Il caso Malagò e il tesseramento in Figc si complica con un’indagine in corso della procura federale, che dovrà verificare se il presidente della Figc fosse regolarmente tesserato al momento della candidatura. La questione, già sollevata da Renato Miele, avvocato e ex calciatore, potrebbe portare a conseguenze legali e a nuove elezioni. La procura non ha ancora stabilito se Malagò fosse o meno regolarmente tesserato, ma lo Statuto Figc richiede che il requisito sia rispettato alla data di presentazione della candidatura.
Il primo nodo: il tesseramento
Lo Statuto Figc, nell’articolo 29, individua esplicitamente il tesseramento come requisito per essere eletti alle cariche federali. La procura federale dovrà accertare se Malagò fosse tesserato al momento della presentazione della candidatura. La questione era già stata sollevata da Miele, ma non è stata esaminata nel merito. La Corte federale d’appello, il 18 giugno, ha respinto il ricorso di Miele per mancanza di legittimazione, senza stabilire se Malagò fosse o meno regolarmente tesserato. La procura dovrà verificare se il tesseramento di Malagò era in regola alla data richiesta. Se l’indagine dovesse accertare un difetto, si aprirebbe un dibattito su quale effetto abbia questa violazione. Lo Statuto non prevede un automatismo che porti alla decadenza del presidente, ma richiede che la giustizia sportiva valuti la legittimità dell’elezione.
Le conseguenze di un’irregolarità
Se la procura dovesse accertare che Malagò non era tesserato alla data richiesta, si aprirebbe un dibattito su quale effetto abbia questa violazione. Lo Statuto non prevede un automatismo che porti alla decadenza del presidente, ma richiede che la giustizia sportiva valuti la legittimità dell’elezione. La Corte federale d’appello, su richiesta del procuratore federale, potrebbe decidere se la violazione sussiste e quale rimedio applicare. La decadenza di Malagò potrebbe comportare anche la decadenza del Consiglio federale. Tuttavia, la decadenza non comporta automaticamente la decadenza degli incarichi già conferiti, come ad esempio la nomina di Roberto Mancini come ct della Nazionale. La sorte di questa nomina dovrà essere valutata separatamente, in base agli atti formalizzati.
Un ulteriore elemento da chiarire riguarda la data di riferimento per il tesseramento. Lo Statuto Figc fa riferimento alla data di presentazione della candidatura, ma esiste un’interpretazione alternativa basata sui principi del Coni, che potrebbe valutare il tesseramento con riferimento all’assemblea elettiva. Questo potrebbe influire sulle conseguenze legali, a seconda di quando il tesseramento è stato perfezionato. La cronologia degli atti sarà quindi cruciale per determinare l’effettiva validità del requisito.
Se la procura non trovasse irregolarità, la contestazione perderà il suo presupposto e il procedimento potrebbe chiudersi senza conseguenze sulla presidenza. Al contrario, se venga accertata un’irregolarità, gli organi di giustizia sportiva potrebbero valutare se questa comporti l’invalidità dell’elezione. In ogni caso, l’indagine non significa che l’elezione di Malagò sia già stata dichiarata illegittima, ma che esiste un dubbio su un requisito previsto dallo Statuto, che dovrà essere verificato.
