Caregiver abbandonati: una priorità dimenticata

Caregiver abbandonati dalla politica: dati e testimonianze su una situazione critica.

Famiglie italiane che si recano in Messico per cure non convenzionali, mentre la sanità pubblica rimane in difficoltà
Famiglie italiane che si recano in Messico per cure non convenzionali, mentre la sanità pubblica rimane in difficoltà

Quaranta famiglie italiane si recano in Messico da diversi anni spendendo cifre enormi e magari indebitandosi in maniera irrecuperabile per affidare i loro figli a una specie di medico-santone per “cure scientifiche sperimentali” che avranno risultati equivalenti a quello che può succedere dopo riti vudù. La famiglia di Pietralata, il cui suicidio di gruppo ha scosso l’Italia tutta, era una di quelle famiglie. In Italia siamo bravi e facciamo diagnosi serie che prevederebbero poi percorsi terapeutici altrettanto accurati. Sappiamo che non è dappertutto così: a causa di tagli e differenze tra regione e regione, ma nonostante ciò, la sanità pubblica italiana mantiene il suo standard che la rende tra le migliori sia per la cura che per la ricerca.

Una legge di tutela in attesa

Tutte le leggi parlamentari approvate a larghissima maggioranza, se non all’unanimità, riguardano la tutela dei caregiver. Sono anni che aspettiamo, che le famiglie aspettano una legge di tutela. Non un ddl di parte, che potrebbe interessare 52 mila famiglie su 7 milioni, ma una legge parlamentare approvata all’unanimità, come è già accaduto con le “leggi di civiltà” che tutto il mondo ci invidia. Per questo motivo, nei social e nella trasmissione andata in onda domenica scorsa, ho dichiarato «siamo tutti colpevoli, io sono colpevole!».

Il rischio per i caregiver

I “curacari”, come li chiamiamo in trasmissione, hanno il 70 per cento in più di probabilità di morire prima degli altri, a causa dello stress e dell’impegno fisico. La famiglia di Pietralata, che ha tanto scosso l’Italia, era una di quelle famiglie che non hanno ricevuto il sostegno necessario. Luigi e Valentina hanno lasciato scritto «da soli non ce la facciamo» perché li abbiamo lasciati soli nonostante fossero seguiti dai cosiddetti servizi. Erano “seguiti” e non sostenuti. Hanno cercato risposte in luoghi lontanissimi e costosissimi, hanno provato a credere a una favola bella e poi, finiti i soldi, improvvisamente si sono svegliati dall’incantesimo.

Questo è il risultato di una politica che ha cavalcato e cavalca il bisogno, la sofferenza, le esigenze quotidiane. E come lo fa? Premiando i fedeli e raccontando favole agli altri. La dignità e l’emancipazione non sono parole obsolete, in realtà migliori della anglosassone “empowerment” sono messe in pratica da centinaia di migliaia di realtà che danno loro diritto e forza per farsi sentire. Purtroppo la politica ha cavalcato e cavalca il bisogno, la sofferenza, le esigenze quotidiane.

Nonostante le leggi approvate e i progetti di vita già applicati da anni, da parte delle famiglie di coloro che hanno problemi, la situazione non si è migliorata. La sanità pubblica, nonostante i tagli e le differenze regionali, rimane tra le migliori al mondo. Ma nonostante ciò, i caregiver continuano a essere abbandonati. La manovra monstre da 40 miliardi di euro non ha incluso nemmeno un “pensiero” per questi milioni di italiani. Valentina e Luigi non lo sapevano ma lo avevano intuito.

La politica non si è occupata di loro, nonostante le loro richieste di aiuto. Noi continueremo a fare il nostro lavoro con le limitate risorse che abbiamo, senza perdere le speranze che il prossimo parlamento decida che questa del caregiver è la vera priorità di una politica che vuole davvero essere vicina ai problemi di tutti: perché ognuno di noi, 50 milioni di italiani, nel corso della vita o diventerà caregiver o avrà bisogno di un caregiver.