Dipendente Inps spiava dati di Giorgia Meloni, procura chiede rinvio a giudizio

Dipendente Inps accusata di accesso abusivo a dati di Meloni, procura di Roma chiede rinvio a giudizio.

Dipendente Inps consulta dati personali di Meloni, procura chiede processo
Dipendente Inps consulta dati personali di Meloni, procura chiede processo

Una dipendente dell’Inps è stata accusata di aver spiato i dati personali di Giorgia Meloni, con il caso emerso attraverso accertamenti interni dell’istituto. Il fatto risale al 7 febbraio 2025, quando la donna avrebbe aperto tre volte il fascicolo della premier, definita nel capo d’imputazione come «presidente del Consiglio». La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio, con l’accusa di accesso abusivo al sistema informatico, aggravata dal fatto che la donna agiva in veste di dipendente pubblico, sfruttando i poteri connessi alla sua funzione. La vicenda ha visto l’Inps e la stessa Meloni come persone offese, con il sistema informatico dell’istituto utilizzato per compiere gli accessi.

Accessi ripetuti a dati sensibili

Le indagini hanno rivelato tre accessi al fascicolo personale della premier, due dei quali riguardavano l’archivio anagrafico Arca, dove sono registrati dati identificativi e residenza, e uno più delicato, l’estratto contributivo, che contiene la storia previdenziale del lavoratore. Questo include periodi di contribuzione, tipologia dei versamenti e attività lavorative. La dipendente, in forza al Coordinamento generale medico legale dell’Inps, avrebbe sfruttato le credenziali legate al suo ruolo, violando i doveri di segretezza e riservatezza. La procura ha chiuso le indagini il 23 giugno, chiedendo il processo, dopo che la donna era stata interrogata il 17 aprile.

Un movente ancora sconosciuto

Nonostante l’accusa ricostruisca con precisione orari e banche dati consultate, il movente resta un mistero. La dipendente non ha fornito alcuna spiegazione agli inquirenti, lasciando aperto il dibattito su eventuali motivazioni o intenzioni. Non è la prima volta che Meloni si trova al centro di un caso di accesso illegittimo ai suoi dati: nel 2024, un bancario di Intesa Sanpaolo aveva consultato senza autorizzazione migliaia di rapporti, tra cui quelli della premier. Anche in quel caso, il movente non era chiaro, ma la vicenda ha suscitato preoccupazioni per la privacy e la sicurezza dei dati sensibili.

Dipendente Inps consulta dati personali di Meloni, procura chiede processo, immagine di approfondimento

La procura di Roma ha sottolineato l’aggravante del ruolo della dipendente, che ha abusato dei poteri connessi alla sua funzione, violando i doveri di segretezza. L’Inps, come persona offesa, ha segnalato il caso, dopo che gli accertamenti interni avevano rilevato l’abuso. La dipendente, però, non ha fornito alcuna spiegazione, lasciando aperto il dibattito su eventuali motivazioni o intenzioni. Il caso rappresenta un esempio di come i dati sensibili possano essere accessi illegalmente, anche da personale autorizzato, con conseguenze potenzialmente gravi per la privacy e la sicurezza.

  • Il caso risale al 7 febbraio 2025
  • La dipendente ha aperto tre volte il fascicolo di Meloni
  • La procura ha chiesto il rinvio a giudizio
  • Il movente resta sconosciuto
  • Non è la prima volta che Meloni è vittima di accessi illegali

La vicenda ha suscitato preoccupazioni per la privacy e la sicurezza dei dati sensibili, con la procura che ha sottolineato l’aggravante del ruolo della dipendente. L’Inps, come persona offesa, ha segnalato il caso, dopo che gli accertamenti interni avevano rilevato l’abuso. La dipendente, però, non ha fornito alcuna spiegazione, lasciando aperto il dibattito su eventuali motivazioni o intenzioni. Il caso rappresenta un esempio di come i dati sensibili possano essere accessi illegalmente, anche da personale autorizzato, con conseguenze potenzialmente gravi per la privacy e la sicurezza.