La politica investe nei medici, ma gli infermieri restano in silenzio: il costo è alto

La politica si concentra sui medici, mentre gli infermieri restano in silenzio: il costo della carenza è alto.

Infermieri in servizio in un reparto ospedaliero, con pazienti e turni di lavoro intensi
Infermieri in servizio in un reparto ospedaliero, con pazienti e turni di lavoro intensi

La politica si apre alle professioni mediche, ma per gli infermieri non si fa nulla: il conto lo pagheremo tutti. Mentre si investe in corsi di laurea in Medicina e si promuove l’accesso ai posti disponibili, per gli infermieri non si vedono riforme strutturali, né campagne informative. Le domande per i corsi di laurea in Infermieristica sono crollate del 52% negli ultimi dieci anni, e i posti disponibili superano di gran lunga la domanda. Questo non è un post sulla professione infermieristica, ma su di voi, coloro che ogni giorno si occupano della salute di milioni di persone.

La carenza di infermieri in Italia

Ne abbiamo 6,9 ogni 1.000 abitanti; la media europea è 8,4, la Germania ne ha 13. In alcuni reparti, un solo infermiere segue 16 pazienti, mentre gli standard di sicurezza prevedono al massimo 6-8. Lo studio RN4CAST, pubblicato su The Lancet, quantifica l’impatto di questa situazione: ogni paziente in più affidato a un infermiere è collegato a un aumento del 7% del rischio di morte entro 30 giorni. Con rapporti adeguati si eviterebbero circa 3.500 morti l’anno in Italia.

Un stipendio da fame e turni massacranti

Un ragazzo di diciannove anni sa fare i conti. Vede uno stipendio da fame, turni massacranti, aggressioni nei pronto soccorso, nessuna carriera. E sceglie altro. Non sta tradendo una vocazione: sta facendo l’unica scelta razionale che questo Paese gli lascia. Ma c’è qualcosa che quel ragazzo non sa. Esistono infermieri scienziati: ricercatori con dottorato che progettano studi clinici, pubblicano su riviste come il New England Journal of Medicine, guidano campagne di comunicazione sanitaria. Il sistema però non racconta niente. Nei media, l’infermiere è quello che porta la padella o che viene aggredito al triage. Mai lo scienziato, mai la voce autorevole. Un Paese che non mostra ai propri ragazzi cosa significhi essere infermiere oggi non può stupirsi se quei ragazzi non si iscrivono.

La carenza ha conseguenze gravi

Se vostro padre sviluppa una complicanza acuta durante un ricovero, la sua sopravvivenza dipende dalla rapidità con cui qualcuno se ne accorge. Quel qualcuno è l’infermiere. Se ha 16 pazienti invece di 6, l’effetto stimato sul rischio di morire entro 30 giorni è nell’ordine di quasi il doppio. Quando vostra madre suonerà il campanello e nessuno risponderà per venti minuti, capirete che la carenza infermieristica non era un problema “loro”. La politica spalanca le porte per i medici. Per gli infermieri non apre nemmeno la finestra. E il conto lo pagheremo tutti.