Bimba americana in ospedale a Bari, fattura di 1700 euro scatena polemica
Bimba americana in ospedale a Bari, fattura di 1700 euro scatena polemica

Una famiglia di turisti americani ha ricevuto una fattura di circa 1.700 euro per una notte in ospedale a Bari, scatenando sospetti e polemiche. La bimba, portata al Pronto soccorso dell’ospedale di Monopoli-Fasano il 10 agosto per una linea di febbre, è stata dimessa il giorno successivo. Tuttavia, poco dopo la dimissione, i genitori sono stati contattati per telefono e informati del pagamento. La richiesta ha suscitato perplessità, con i genitori che hanno pensato a una truffa. I sindacati dei medici hanno espresso dubbi sulla correttezza del calcolo della fattura, accusando errori evidenti nel sistema informatico utilizzato.
La famiglia in vacanza e la richiesta inattesa
La famiglia, in vacanza in Puglia, ha portato la figlia al Pronto soccorso per un controllo dopo che la bambina aveva mostrato sintomi di febbre. I medici hanno eseguito esami del sangue e delle urine e hanno deciso di tenerla sotto osservazione per una notte. Il mattino seguente, la bambina si sentiva bene e i genitori hanno provveduto al suo ritiro per portarla in albergo. Dopo poche ore, però, i genitori hanno ricevuto una chiamata in cui veniva richiesto un pagamento di circa 1.700 euro. La richiesta, fatta per telefono, ha suscitato perplessità, con i genitori che hanno pensato a una truffa.
Le critiche dei sindacati e i dubbi sul sistema informatico
La vicenda ha suscitato le critiche di alcuni rappresentanti dei medici pugliesi, che hanno messo in dubbio il modo in cui è stata calcolata la cifra. Antonio Mazzarella, responsabile del Dipartimento Politiche per la salute della Cgil pugliese, ha parlato di «errori evidenti» nelle indicazioni inserite nella piattaforma informatica Edotto, che hanno portato all’emissione di una fattura sbagliata. «Non so se per inesperienza o a sciatteria di qualcuno. Sembra una vicenda a metà tra un tentativo di truffa e di mala amministrazione», ha aggiunto Mazzarella. Altri sindacati, come Anaao Assomed, hanno espresso preoccupazioni per i sistemi informatici utilizzati, che secondo alcuni «fanno piangere».
La spiegazione dell’Asl e la difesa dell’ospedale
L’ospedale ha difeso la richiesta spiegando che la bambina, essendo straniera, non è iscritta al Servizio sanitario nazionale. La cifra, ha spiegato l’ospedale, è stata calcolata in base a quanto previsto per i pazienti stranieri. Inoltre, l’ospedale ha sottolineato che i prezzi sono elaborati automaticamente dal sistema informativo Edotto, e quindi non si tratta di una truffa. Tuttavia, i genitori hanno chiesto di ricevere la fattura via e-mail, che ha confermato l’importo di 1.662 euro. La situazione rimane dibattuta, con i genitori che cercano una spiegazione e i sindacati che chiedono una revisione del sistema.
La vicenda ha suscitato interesse anche al di fuori del contesto sanitario, con altri fatti di cronaca che hanno attirato l’attenzione dei media. Tra questi, il caso di un influencer trovato nudo e morto carbonizzato, e l’indagine su un’ipotetica avvelenamento con la ricina. Tuttavia, la questione relativa alla bimba americana rimane al centro delle discussioni, con la richiesta di chiarimenti e una maggiore trasparenza nel sistema sanitario.
- La famiglia in vacanza ha ricevuto una fattura di 1.700 euro per una notte in ospedale.
- La richiesta è stata fatta per telefono, suscitando sospetti.
- I sindacati dei medici hanno espresso dubbi sul sistema informatico utilizzato.
- L’ospedale ha spiegato che la cifra è calcolata in base a regole per i pazienti stranieri.
La situazione rimane in attesa di ulteriori chiarimenti, con i genitori che cercano una spiegazione e i sindacati che chiedono una revisione del sistema. La questione ha suscitato dibattito e attenzione, con la necessità di una maggiore trasparenza e controllo nel settore sanitario.
