Israele concede grazia a soldato che uccise palestinese disarmato
Israele concede grazia a soldato che uccise palestinese disarmato, decisione presa in vista di Yom Kippur.
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha concesso la grazia a Elor Azaria, un ex soldato condannato per aver ucciso un palestinese disarmato nel 2016 in Cisgiordania. La decisione, annunciata alla vigilia del Yom Kippur, ha suscitato reazioni contrastanti all’interno del governo e dell’esercito. Azaria, che aveva scontato nove mesi di detenzione, aveva chiesto di cancellare anticipatamente la condanna dalla sua fedina penale. Herzog ha spiegato che la decisione si basa sui «cambiamenti intervenuti nella sua situazione personale e familiare» e sul desiderio di «iniziare un nuovo capitolo della propria vita».
Un caso che ha diviso l’opinione pubblica
Elor Azaria aveva ucciso Abdel Fattah al-Sharif, un attivista palestinese ferito, durante un attacco a Hebron. L’uomo era stato colpito da colpi d’arma da fuoco e giaceva apparentemente innocuo quando Azaria lo ha ucciso. Durante il processo, Azaria aveva sostenuto di temere che il palestinese potesse farsi saltare in aria, una tesi respinta dai giudici. Il caso ha suscitato forti passioni in Israele, mettendo in luce profonde divisioni tra chi denunciava l’omicidio e chi lo riteneva giustificato. Anche la breve durata della pena scontata aveva sollevato critiche.
La decisione di Herzog ha riconosciuto i cambiamenti nella vita di Azaria e il suo desiderio di reinserimento nella società. L’ex soldato, ora padre di due figli piccoli, ha espresso rammarico per le conseguenze dell’incidente e ha dichiarato di rispettare il codice etico dell’Idf. La sua richiesta di cancellare i precedenti penali è stata accettata, aprendo la strada a un nuovo capitolo nella sua vita.
Reazioni dell’esercito e del governo
L’esercito israeliano aveva espresso opposizione alla richiesta di cancellazione dei precedenti penali, con il capo di stato maggiore Eyal Zamir che ha scritto che Azaria non aveva espresso rimorso né assunto la responsabilità delle proprie azioni. Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, invece, ha espresso soddisfazione per la decisione, considerandola un «messaggio importante ai soldati e alle loro famiglie». Il ministro della Difesa ha sottolineato che la concessione della grazia «non abbandona e non lascia indietro» i soldati e le loro famiglie.
La decisione di Herzog ha anche riconosciuto il ruolo dell’ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot, che aveva ridotto la pena del condannato da 18 a 14 mesi di carcere. Restano in vigore le sanzioni imposte dal presidente USA Joe Biden nel 2024, che includevano il divieto di ingresso negli Stati Uniti per Azaria e i suoi familiari più stretti. La decisione di Herzog ha suscitato reazioni contrastanti, ma ha anche rafforzato il legame tra il presidente e i militari, in un momento cruciale per la politica israeliana. La grazia concessa a Azaria rappresenta un ulteriore passo nella complessa dinamica tra giustizia, memoria e responsabilità in un Paese segnato da conflitti profondi e divisioni interne.
