La Silicon Valley di Hong Kong: 25 villaggi minacciati per un polo tecnologico

Hong Kong prepara un piano per un polo tecnologico che minaccia 25 villaggi, con costi stimati a 39,5 miliardi di euro.

Villaggi di Hong Kong minacciati da un piano di sviluppo tecnologico, con demolizioni e nuove costruzioni
Villaggi di Hong Kong minacciati da un piano di sviluppo tecnologico, con demolizioni e nuove costruzioni

La città di Hong Kong, ex colonia britannica, si prepara a un cambiamento radicale con l’implementazione del progetto “Northern Metropolis”, un ambizioso piano per creare una Silicon Valley hongkonghese. Il progetto, che prevede la demolizione di almeno 25 villaggi, ha suscitato preoccupazioni per il suo impatto ambientale, sociale e finanziario. L’area interessata, che comprende un terzo del territorio hongkonghese, sarà trasformata in un grande polo tecnologico in grado di generare 650 mila posti di lavoro e offrire alloggi a 2,5 milioni di persone. Il costo previsto del progetto è di almeno 24,6 miliardi di euro, mentre l’agenzia di rating S&P lo valuta in oltre 39,5 miliardi.

Un piano per l’integrazione con la Cina

Il progetto nasce in un contesto di maggiore integrazione tra Hong Kong e la Cina continentale, un tema che ha suscitato lunga opposizione nell’ex colonia britannica. La legge sulla sicurezza nazionale, introdotta nel 2020, ha ridotto la libertà politica e ha silenziato le voci contrarie all’integrazione. Secondo Steve Tsang, direttore del Soas China Institute, “una maggiore integrazione dovrebbe quindi logicamente seguire”. Il piano mira a rafforzare i collegamenti tra Hong Kong, Macao e nove città della Cina continentale, con l’obiettivo di creare un “nuovo motore economico” che potrebbe generare il 13% del Pil di Hong Kong entro vent’anni.

Le conseguenze per i villaggi e i loro abitanti

Alcuni villaggi, come quello in cui vive Chan Yuk-tong, 71 anni, sono destinati a essere demoliti per far posto al nuovo polo tecnologico. Chan sperava di trascorrere il resto della vita nella sua casa di mattoni, ma ora si prepara ad abbandonarla. “Non sopporto di dovermene andare”, ha detto mentre raccoglieva i propri effetti personali nel cortile. Alcune demolizioni sono già cominciate, con la prima grande vendita di terreni aggiudicata a un consorzio di aziende, tra cui JD.com. Niki So, 42 anni, ha assistito alla distruzione della sua casa, rimasta soltanto macerie e tracce dei mezzi da cantiere. La donna ha ricevuto un alloggio popolare come risarcimento, ma sente la mancanza del villaggio e dei suoi vicini.

Le organizzazioni non governative e gli ambientalisti avvertono delle conseguenze per la fauna, la flora e le comunità locali. Brian Wong, della Liber Research Community, ha affermato che “costruire una nuova città in un luogo finora ben preservato comporterà un impatto distruttivo inevitabile”. Inoltre, la costruzione su una scala così grande solleva dubbi su quanto sia necessario. Il progetto, se non andrà come previsto, potrebbe essere visto come un sacrificio deplorevole per le comunità coinvolte.

Il progetto nasce in un contesto in cui i poli tecnologici cinesi, come quello di Hangzhou, sede di Alibaba, si sviluppano rapidamente grazie agli investimenti in intelligenza artificiale da parte di aziende come DeepSeek e Unitree Robotics. Secondo l’economista Gary Ng di Natixis, Hong Kong è diventata “meno rilevante per le ambizioni tecnologiche nazionali della Cina”. La Northern Metropolis potrebbe offrire a Pechino un accesso migliore ai collegamenti internazionali, a un mercato finanziario sviluppato e alla ricerca universitaria. Tuttavia, il progetto deve dimostrare il suo valore non solo in termini economici, ma anche in termini di equità e sostenibilità.

La costruzione di un nuovo polo tecnologico comporta un sacrificio per le comunità locali.

Il progetto potrebbe generare un impatto ambientale e sociale significativo.