Vannacci perde supporto in Calabria, D’Aleo denuncia estremismo e mancanza di inclusione

D’Aleo e altri 70 esponenti di FnV abbandonano il partito a Reggio Calabria, accusando mancanza di inclusione e politica estremista.

Un gruppo di esponenti di Futuro Nazionale abbandona il partito a Reggio Calabria, accusando mancanza di inclusione e politica estremista
Un gruppo di esponenti di Futuro Nazionale abbandona il partito a Reggio Calabria, accusando mancanza di inclusione e politica estremista

A pochi giorni dalle elezioni suppletive per un seggio alla Camera in Calabria, Futuro Nazionale perde un gruppo di sostenitori chiave a Reggio Calabria. Circa 70 persone, tra cui Francesco D’Aleo, ex presidente di uno dei primi comitati del partito in città, hanno abbandonato il movimento, rivelando una profonda insoddisfazione per la direzione politica e la gestione interna del partito. D’Aleo, in un’intervista a Open, ha dichiarato: «Con me altri 70, in FnV troppi estremisti». Questo episodio segna un ulteriore passo nella crisi interna del partito, che si intensifica a pochi giorni dal voto.

Un partito che si riferisce solamente a una persona

Le recriminazioni dei fuoriusciti si concentrano su una struttura interna fortemente verticistica, che, secondo D’Aleo, si concentra esclusivamente sul leader Vannacci. «Purtroppo questo è un partito che si riferisce solamente a una persona», ha sottolineato. La mancanza di coinvolgimento dei delegati e la scarsa comunicazione all’interno dell’organizzazione sono state critiche ricorrenti. D’Aleo ha raccontato di aver dovuto inviare diverse Pec e minacciare querelle per ottenere la cancellazione della sua tessera. Non ha mai ricevuto alcuna risposta, ha aggiunto, sottolineando un senso di abbandono da parte del vertice.

La scelta del candidato e la gestione territoriale

Una delle fonti di tensione principale è la gestione del candidato alle elezioni suppletive, Domenico Giannetta. D’Aleo ha sostenuto che il candidato non è stato scelto in modo trasparente e che la scelta è stata fatta senza coinvolgimento dei delegati locali. «Non sono riusciti a candidare un reggino, perché Giannetta è di Oppido Mamertina», ha spiegato, aggiungendo che il candidato del centrosinistra Frank Benedetto è visto come una figura più stimata. La scelta, secondo D’Aleo, ha messo in evidenza una mancanza di rispetto per il territorio reggino, con il leader che ha preferito visitare Siderno, una piccola cittadina, anziché Reggio Calabria, il capoluogo della regione.

La polemica si estende anche alla gestione del partito da parte di Furgiuele, onorevole di Lamezia. D’Aleo ha accusato il coordinatore regionale di aver scelto Giannetta e di aver posto il suo cognato come responsabile della campagna elettorale, creando un’impressione di favoritismo familiare. Un chiaro segnale di accentramento sull’asse Lamezia-Furgiuele, ha commentato, sottolineando come la gestione del partito in Calabria sia diventata un problema di concentrazione di potere. Le tensioni interne si sono anche estese al programma politico del partito. D’Aleo ha espresso preoccupazione per la terza parte del programma, che include posizioni anti-vacciniste. «Sono stato uno di quelli che ha lavorato 24 ore al giorno durante la pandemia. È inaccettabile per me», ha detto, riferendosi alle posizioni di alcuni membri del partito. La sua preoccupazione è stata condivisa da altri esponenti, che temono che il programma possa includere posizioni contrarie alle vaccinazioni, in contrasto con le sue convinzioni personali e professionali.

Le critiche si estendono anche alla gestione del partito da parte di Gasparini, ex consigliere comunale della Lega a Cecina. D’Aleo ha indicato Gasparini come una delle cause principali del declino del partito, riferendosi a una «cricca toscana» che sta causando problemi. «Probabilmente sarà lui la causa per cui Futuro Nazionale crollerà», ha affermato, sottolineando come l’evoluzione della linea politica del partito abbia portato a una deriva estremista.