Riforma caccia, la maggioranza accelera l’approvazione: Pd, M5s e Avs condannano la mossa
La maggioranza accelera l’approvazione della riforma caccia, condannata da Pd, M5s e Avs come mossa vigliacca.

La maggioranza in Parlamento sta accelerando l’approvazione della riforma caccia, con l’intenzione di portare il provvedimento in Aula a novembre. La decisione, tuttavia, ha suscitato forti critiche da parte del Pd, del M5s e dell’Avs, che la definiscono una mossa vigliacca e una violazione del dibattito democratico. La riforma, approvata in Senato lo scorso giugno, prevede l’introduzione della cosiddetta “tagliola”, un meccanismo che potrebbe permettere alla destra di cancellare gli emendamenti depositati da opposizione e da deputati critici, tra cui il M5s e il Pd.
La riforma caccia e la tagliola
La riforma, denominata “spara-tutto”, è stata oggetto di intense polemiche fin dalla sua approvazione in Senato. La destra, attraverso l’uso di escamotage e modifiche alla legge di Bilancio, ha già alterato più di 20 volte la legge 157/92, che regola il prelievo venatorio. La maggioranza, però, sembra voler chiudere la discussione entro la legislatura, senza un confronto aperto e trasparente. Eleonora Evi, deputata del Pd, ha sottolineato che questa decisione è una forma di limitazione al dibattito democratico, con l’obiettivo di garantire i voti dei cacciatori durante la campagna elettorale.
La destra, attraverso la “tagliola”, cerca di eliminare gli emendamenti depositati da opposizione, tra cui quelli del M5s e del Pd. Questa strategia, secondo Eleonora Evi, è solo l’ultima di una serie di mosse vigliacche e vergognose, che calpestano le procedure democratiche del Parlamento. La decisione, inoltre, ha un sapore elettoralistico, con l’obiettivo di garantire i voti dei cacciatori durante la campagna elettorale.
Le proteste della società civile e la scienza
Le proteste non si limitano al Parlamento: associazioni di tutela della fauna selvatica, ricercatori e la Commissione europea hanno espresso preoccupazioni per l’impatto della riforma sul sistema faunistico. La legge 157/92, approvata nel 1992, ha garantito tutele significative per la fauna, ma la riforma sembra mettere in discussione queste protezioni. L’Ispra, durante un’audizione estiva, ha sottolineato come i rilievi scientifici mettano in guardia contro l’ipotesi di distruggere le tutele esistenti. La decisione di accelerare l’approvazione, quindi, appare come una forzatura gravissima, che bypassa le procedure democratiche previste.
La riforma caccia è vista come una promessa elettorale, con la destra che cerca di sfruttare il sostegno dei cacciatori per ottenere vantaggi durante la campagna elettorale. La decisione di accelerare l’approvazione, però, ha suscitato preoccupazioni per la strumentalizzazione elettorale e il compiacimento dei portatori di interesse armiero-venatori. La dem Evi ha sottolineato come la maggioranza non riesca a incidere sulle questioni di tutela della biodiversità e del benessere animale, a causa dell’area “liberale animalista” non in grado di influenzare il dibattito. La decisione di accelerare l’approvazione della riforma caccia, quindi, non solo mette in discussione il dibattito democratico, ma sembra anche ignorare le proteste della società civile, le richieste delle associazioni e i rilievi scientifici. La maggioranza, con la sua fretta, sembra voler chiudere la discussione senza un confronto aperto, mettendo il bavaglio ai ricercatori e all’autonomia della scienza.
