Ddl caccia, Pd e Italia viva sotto attacco per “complicità” con la maggioranza
Associazioni ambientaliste e animaliste accusano Pd e Italia viva di immobilismo e complicità con il ddl caccia.

Le associazioni ambientaliste e animaliste, tra cui Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia, hanno lanciato un duro attacco contro il Partito Democratico e Italia viva, accusandoli di immobilismo e di essere “complici” della maggioranza in materia di caccia. L’attacco arriva in un momento in cui il disegno di legge (ddl) che mira a liberalizzare l’attività venatoria è in corso di esame in Parlamento, con un’accelerazione dell’iter voluta da destra e centrodestra. Le associazioni sostengono che il ddl, noto come “ddl sparatutto”, mette a rischio la tutela della biodiversità e la salute pubblica, ma nonostante le dichiarazioni di opposizione al Senato, il lavoro in Camera appare limitato e poco incisivo.
Immobilismo e mancanza di opposizione
Secondo le associazioni, il Pd e Italia viva non hanno dato seguito concreti alle dichiarazioni di opposizione espresse al Senato. “Registriamo il sostanziale immobilismo del Pd in Commissione”, ha sottolineato il comunicato. “A fronte delle nette dichiarazioni pubbliche della sua leadership e del lavoro fatto al Senato, gli interventi alla Camera risultano sporadici e brevissimi, mentre gli emendamenti presentati sono pochissimi e limitati alla sola soppressione del testo, senza un reale lavoro di contrasto nel merito”. La stessa critica è rivolta a Italia viva, che, dopo aver espresso una contrarietà chiara al provvedimento al Senato, sembra assumere un atteggiamento sempre più morbido in Camera.
Le associazioni hanno anche sottolineato che diversi emendamenti di Fratelli d’Italia sono stati approvati dal centrosinistra, in particolare quelli che, nell’elaborazione delle norme di protezione della fauna selvatica, mettono i cacciatori e il mondo agricolo sullo stesso piano delle realtà ambientaliste. Questo ha alimentato le accuse di complicità con la maggioranza.
La Regione Toscana e il piano venatorio
La situazione si complica ulteriormente con l’approvazione del piano venatorio in Toscana, che, nonostante le opposizioni di Alleanza Verdi-Sinistra, è stato approvato con il sostegno di Pd, Movimento 5 Stelle e Casa Riformista. Il piano, che mira a dare ordine alla normativa e alle infinite deroghe dal 2015, ha visto l’accelerazione dell’iter legislativo, andando incontro tanto alla Confederazione italiana agricoltori quanto ad ArciCaccia. Tuttavia, le associazioni denunciano che il piano non risponde alle esigenze di tutela della fauna selvatica e della biodiversità.

Pur avendo escluso Pavoncella e Combattente, si fa strage di 10mila Tortore dal collare, si allunga la stagione venatoria, si concede la caccia vagante anche a settembre e gennaio, si anticipa a fine agosto l’addestramento di cani (in un periodo di forte stress per la fauna selvatica) e non si fa nulla per estendere il divieto dell’uso del piombo nelle munizioni. Le associazioni sostengono che il piano non rispetta i principi della strategia europea per la biodiversità.
Il piano, pur riconoscendo alcuni miglioramenti introdotti durante l’iter di approvazione, non rappresenta ancora il cambio di passo necessario per affrontare la crisi della biodiversità che interessa la Toscana. “Pur riconoscendo alcuni miglioramenti introdotti durante l’iter di approvazione, il Piano non rappresenta ancora il cambio di passo necessario per affrontare la crisi della biodiversità che interessa la Toscana”, ha commentato Guido Scoccianti del Wwf Toscana. Le associazioni chiedono un maggiore impegno da parte di Pd e Italia viva, non solo in termini di dichiarazioni, ma anche di azioni concrete in Parlamento. “Le dichiarazioni non bastano, serve dare seguito con atti e iniziative concrete”, hanno sottolineato. Inoltre, hanno lanciato un appello ai cittadini a esercitare il diritto di escludere i propri terreni dalla caccia programmata.
