Rapine a Roma, due uomini arrestati per travestimenti e rapine a Poste

Due uomini arrestati a Roma per rapine a uffici postali travestiti, il cerotto sul tatuaggio chiude l’indagine.

Due uomini arrestati per rapine a Poste a Roma, travestiti con camici e mascherine, il cerotto sul tatuaggio aiuta l'identificazione
Due uomini arrestati per rapine a Poste a Roma, travestiti con camici e mascherine, il cerotto sul tatuaggio aiuta l’identificazione

Due uomini sono stati arrestati a Roma per tre rapine a uffici postali tra il 2023 e il 2024. L’identificazione dei sospetti è avvenuta grazie a un dettaglio particolare: un cerotto posizionato su un tatuaggio. I due sospetti, un cinquantenne catanese e un sessantottenne romano, agivano travestiti per eludere i controlli e ostacolare l’identificazione. La svolta è arrivata durante l’ultimo episodio nel quartiere Conca d’Oro, dove uno dei due è stato arrestato in flagranza di reato. Questo ha permesso agli investigatori di collegare l’episodio alle precedenti rapine e ricostruire il modus operandi dei due complici.

Travestimenti e strategie per evitare l’identificazione

I due uomini si sono distinti per l’uso di travestimenti curati, come camici bianchi da supermercato, mascherine chirurgiche, occhiali da sole e cuffie audio vistose, per assumere l’aspetto di giovani clienti o addetti al servizio. In alcuni episodi, uno di loro si è presentato come addetto di un supermercato, indossando un camice con il logo di una nota catena della grande distribuzione, un copricapo e una mascherina. Queste strategie hanno permesso loro di evitare l’identificazione per diversi mesi, fino a quando un dettaglio rilevante ha cambiato il corso delle indagini.

Le immagini delle videocamere di sicurezza hanno giocato un ruolo fondamentale nell’identificazione dei sospetti. Tra i dettagli ritenuti decisivi, è emerso l’uso di un cerotto posizionato su una mano per nascondere un tatuaggio, particolare che ha permesso di collegare uno degli indagati ai fatti contestati. Questo elemento ha reso possibile il collegamento tra le rapine avvenute nei quartieri di Casal dè Pazzi, Gregorio VII e Conca d’Oro.

Le indagini e la misura cautelare

L’operazione è il risultato di un’articolata attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile capitolina e dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma. L’indagine ha avuto origine da una serie di rapine perpetrate con modalità simili ai danni di uffici postali situati in diversi quartieri della città. I due uomini, un cinquantenne originario di Catania e un sessantottenne di Roma, sono stati identificati come complici “specialisti” in rapine. Il quadro indiziario raccolto dagli investigatori è confluito nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma.

La misura della custodia cautelare in carcere è stata notificata ai due indagati direttamente negli istituti di detenzione dove già si trovavano per altri reati. L’ordinanza si sovrappone così ai provvedimenti già in essere nei loro confronti, confermando la gravità delle accuse e la collaborazione tra i due complici. L’indagine ha messo in luce una strategia ben organizzata, con un’attenzione particolare al travestimento e all’evitare l’identificazione, fino a quando un dettaglio come il cerotto sul tatuaggio ha reso possibile il collegamento tra i fatti.