Studente fotografa infiltrazioni in classe, scuola lo punisce: la lettera a Mattarella chiede il ringraziamento
Studente 15enne fotografa infiltrazioni in classe, scuola lo punisce. Lettera a Mattarella chiede ringraziamento.
Un 15enne ha fotografato le infiltrazioni in classe e si è beccato una nota disciplinare. La famiglia ha deciso di rivolgersi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere la revoca della sanzione, sostenendo che l’azione dello studente abbia contribuito a far emergere un problema di sicurezza. La lettera, inviata da Antonio Sorella, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza dell’Isis Mattiussi-Pertini di Pordenone, ha suscitato interesse e dibattito su come gestire situazioni simili in ambito scolastico.
La foto ha aiutato a far emergere un problema
Lo studente, durante una lezione, ha scattato foto delle infiltrazioni d’acqua dal soffitto della sua aula. Le immagini sono state condivise all’esterno della scuola, attirando l’attenzione su una situazione che, secondo la ricostruzione, era già presente da anni. La dirigenza scolastica, guidata da Alessandra Rosset, ha contestato l’utilizzo del cellulare durante l’orario di lezione e il mancato ricorso ai canali interni della scuola per segnalare il problema. La famiglia, però, sostiene che il ragazzo avrebbe utilizzato il tablet della classe con l’intesa del docente presente in aula.
La foto ha reso visibile un rischio concreto
Secondo quanto riportato nel documento, la fotografia sarebbe servita a rendere evidente il problema e avrebbe contribuito a far emergere la necessità di un intervento sull’edificio. «Di fronte al permanere del rischio e alla riapertura del locale, un alunno ha scattato una fotografia del danno al solo fine di documentare la situazione di pericolo», si legge nell’istanza. Il documento sostiene inoltre che, dopo la diffusione della fotografia, la Regione avrebbe preso atto della situazione e disposto un finanziamento straordinario per gli interventi di messa in sicurezza del plesso.
La battaglia legale e la richiesta al Quirinale
Dopo che il ricorso presentato all’Ufficio scolastico regionale è stato respinto, i genitori hanno deciso di non proseguire oltre la battaglia legale. Tuttavia, Antonio Sorella ha portato la questione davanti al presidente della Repubblica, chiedendo la revoca della nota disciplinare. «Bisogna ringraziarlo, non punirlo», ha dichiarato Sorella al Gazzettino. La lettera inviata a Mattarella ha sottolineato come la fotografia dello studente abbia contribuito a far emergere la necessità di interventi sull’edificio.
La sanzione è vista come inopportuna
Sorella contesta soprattutto il fatto che il ragazzo sia stato punito dopo aver documentato una situazione che, secondo la ricostruzione contenuta nell’istanza, necessitava di un intervento. «Bisognerebbe ringraziarlo e non punirlo», ribadisce il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. L’istanza ha ricostruito la situazione dell’aula 2D, descritta come interessata da «gravi infiltrazioni d’acqua dal soffitto» presenti da anni. Sul fronte degli interventi, l’assessora regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante ha annunciato che i lavori nella zona interessata dalle infiltrazioni dovrebbero essere completati entro la fine dell’anno. L’intervento riguarderà in particolare il rifacimento della guaina della copertura piana in corrispondenza del blocco spogliatoi-palestra, per una superficie di circa 250 metri quadrati. Sono inoltre previsti interventi anche nell’istituto Mattiussi. Il ragazzo, intanto, è stato comunque promosso. La sua azione, pur se inizialmente punita, ha contribuito a far emergere un problema di sicurezza e a ottenere fondi per interventi necessari. La questione rimane aperta, ma la lettera a Mattarella ha messo in luce come un gesto apparentemente semplice possa avere conseguenze significative.
