Studente disabile chiede a Mattarella e Valditara di salvare l’insegnante di sostegno: «Trovata una soluzione»
Studente disabile chiede al governo di salvare l’insegnante di sostegno, il percorso di studio rischia di interrompersi.

Un ragazzo disabile, Giovanni Leonardo Difonso, 17 anni, ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara per chiedere di salvare l’insegnante di sostegno che lo ha accompagnato per due anni. La professoressa, dopo anni di precariato, ha ottenuto un posto come insegnante di Fisica, ma il nuovo incarico rischiava di interrompere il percorso educativo costruito con Giovanni, che ora dovrà affrontare l’esame di Maturità. La richiesta del ragazzo, però, non è solo per lui, ma anche per la docente, che non vuole rinunciare al lavoro stabile dopo anni di instabilità.
Un percorso di crescita in pericolo
La professoressa, che ha seguito Giovanni per due anni, ha spiegato a Repubblica che il momento non è semplice: «Se ci si fosse trovati in un anno intermedio la sostituzione sarebbe stata più facile, ma farlo in quinto superiore comporta il superamento della barriera emotiva e lo studio di quanto fatto negli anni scorsi». Per Giovanni, l’interrompere il percorso proprio all’ultimo anno di scuola significa affrontare la maturità senza la figura di supporto che lo ha accompagnato. Non Le chiedo un favore. Le chiedo di tutelare un percorso educativo che sta funzionando e che rischia di essere interrotto proprio alla fine, ha scritto il ragazzo.
Il ministero si è attivato
Dopo due lettere inviate dalla madre senza risposta, Giovanni ha deciso di prendere carta e penna. Nella lettera ha spiegato di non chiedere un trattamento di favore, ma di voler proteggere un percorso che gli ha permesso di diventare più autonomo e sicuro. «Le chiedo di ascoltare la mia voce e di aiutarmi a far capire alle istituzioni che dietro una questione amministrativa c’è un ragazzo con disabilità grave, ci sono due anni di lavoro e di crescita e c’è una maturità da affrontare», ha scritto. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha risposto immediatamente, dicendo di essersi «immediatamente attivato» per trovare una soluzione «nel rispetto della normativa vigente e a tutela dell’interesse dello studente».
Il ministero ha spiegato di aver applicato il principio dell’accomodamento ragionevole, che consente di adottare soluzioni specifiche per garantire a una persona con disabilità i propri diritti. La professoressa, disponibile a rimanere, è stata individuata una soluzione che permetta di salvaguardare il percorso di Giovanni e la carriera della docente. Trovata una soluzione, ha scritto il ragazzo, con un tono di speranza e gratitudine.
La lettera di Giovanni ha suscitato un forte interesse e ha dimostrato come un singolo caso possa mettere in luce le complessità del sistema educativo e la necessità di un approccio più sensibile alle esigenze degli studenti con disabilità. Il caso ha anche evidenziato l’importanza di un dialogo diretto tra studenti, famiglie e istituzioni per trovare soluzioni condivise e rispettose delle esigenze di tutti.
