Legge Ater, la firma mancante crea tensioni. La faida nella Lega continua
La legge Ater si scontra con un giallo sulla firma. La faida tra De Berti e Pressi continua.

La legge Ater, progettata per migliorare i controlli sugli alloggi pubblici, si trova in una situazione di incertezza a causa di una firma mancante. Ieri mattina, Palazzo Ferro Fini ha diffuso un comunicato stampa in cui Elisa De Berti, presidente della Seconda commissione, ha annunciato di aver depositato un nuovo progetto di legge relativo a controlli più efficaci e maggiori garanzie sugli alloggi pubblici. Tuttavia, il capogruppo di Stefani Presidente, Matteo Pressi, non è stato incluso nell’elenco dei sottoscrittori, creando un “giallo” che ha scatenato tensioni all’interno della Lega.
La firma mancante e la faida tra De Berti e Pressi
Secondo il regolamento, il capogruppo di Stefani Presidente dovrà chiedere la firma alla prima firmataria, e con ogni probabilità il caso verrà chiuso per agevolare il procedimento. Tuttavia, la situazione non è ancora risolta. Interpellato sul “giallo”, Pressi ha ribadito la volontà di aggiungersi ai colleghi: «Lo farò martedì perché ci vuole firma autografa, ma io oggi (ieri, ndr.) non sono a Venezia». La presidente della Seconda commissione ha commentato l’errore con una frase chiara: «Dev’esserci stato un errore». La situazione ha suscitato preoccupazione, poiché non è mai successo in tanti anni di dare un ok a un comunicato e che questo venga modificato da terze persone prima di inviarlo, fra l’altro scrivendo una cosa non vera.
La frattura tra De Berti e Pressi sembra non essere ancora conclusa. Lunedì il Consiglio regionale stava approvando a tamburo battente la legge sulla modifica dei requisiti per gli alloggi popolari, di cui De Berti era co-promotrice e relatrice, quando all’improvviso Pressi aveva sollevato dubbi di legittimità sulla previsione dei controlli: «C’è una garanzia costituzionale che si chiama inviolabilità del domicilio, io starei molto attento a limitarla». A quel punto era scattata una serie di astensioni che, sommate alle contrarietà e alle assenze, avevano fatto andare sotto la maggioranza, tanto che tre articoli erano saltati.
Le novità della legge Ater per combattere i furbetti
La legge Ater mira a rafforzare le garanzie per gli assegnatari in caso di gravi motivi familiari, sanitari o lavorativi, nonché per la presenza di barriere architettoniche. Il progetto recepisce anche gli emendamenti già approvati di Jonatan Montanariello (Partito Democratico) e Claudio Borgia (Fratelli d’Italia). Tra le novità, la possibilità per Comuni e Ater di svolgere verifiche negli appartamenti e nelle pertinenze attraverso personale munito di regolare tesserino di riconoscimento. Queste verifiche serviranno per accertare lo stato di conservazione degli immobili, il rispetto degli obblighi contrattuali e l’eventuale presenza di situazioni che possano determinare la decadenza.
La legge prevede misure per prevenire la presenza di furbetti. La legge prevede la perdita dell’assegnazione in caso di rifiuto immotivato di consentire l’ispezione, e dopo il relativo provvedimento, l’impossibilità di presentare una nuova domanda per 5 anni. Inoltre, è prevista una relazione annuale al Consiglio regionale sui controlli effettuati. Tuttavia, la frattura tra De Berti e Pressi sembra non essere ancora conclusa, e la faida nella Lega continua a rappresentare un punto di tensione nel dibattito regionale.
La situazione rimane in sospeso, con la possibilità che la contesa veronese-leghista non finisca lì. Mentre si attende la prossima puntata, il nuovo testo anti-furbetti propone misure come il trasferimento della residenza nell’alloggio entro 30 giorni dalla consegna, la riduzione del periodo di mancata abitazione stabile da 6 a 3 mesi, e la tutela per i gravi motivi familiari, sanitari o lavorativi. La legge Ater, se approvata, potrebbe rappresentare un passo significativo per migliorare la gestione degli alloggi pubblici e combattere la presenza di furbetti.
