Nutrie in aumento, residenti segnalano abbandono della periferia tra Cornadella e Fratta

Residenti denunciano aumento nutrie e mancanza di sfalci nella periferia tra Cornadella e Fratta.

Residenti segnalano aumento nutrie e abbandono di aree verde tra Cornadella e Fratta
Residenti segnalano aumento nutrie e abbandono di aree verde tra Cornadella e Fratta

La periferia tra Cornadella e Fratta, in provincia di Pordenone, vive un momento di tensione per l’aumento delle nutrie e l’abbandono di aree verdi. I residenti, tra cui un 70enne ancora molto attivo, segnalano un problema annoso che si sta aggravando: la crescita di esemplari di nutrie che pesano fino a 9 chili e l’erba alta che invade i terreni abbandonati. La situazione, che riguarda anche la zona di Caneva, ha suscitato preoccupazione e richieste di intervento da parte delle amministrazioni locali.

Un problema che si fa sempre più grave

La proliferazione delle nutrie, spiega Vittorino Poletto, è conseguenza diretta dell’abbandono dei terreni e della mancanza di sfalci regolari. «Ormai girano esemplari che peseranno 8 o 9 chili l’uno e la colonia si va sempre più ingrandendo», precisa il residente. L’erba, che in alcuni casi supera i due metri, crea un ambiente ideale per la nidificazione e la crescita di queste specie. «La giungla di sorgo mat, piante che ormai si avvicinano ai 2 metri, è il risultato di un’assenza di interventi», sottolinea.

La zona in questione, che si estende tra Sacile e Caneva, è un’area di confine che ha visto un calo significativo degli interventi di manutenzione. «Fino a 3-4 anni fa passavano a sfalciare tre volte tra la Primavera e l’Estate. Adesso si fa fatica a farne fare due», racconta Vittorino. Molti residenti, purtroppo, si vedono costretti a tagliare l’erba da soli, ma non si tratta di una soluzione efficace. La mancanza di interventi ha portato a situazioni critiche.

Responsabilità e interventi

La responsabilità dell’abbandono non è solo delle amministrazioni locali, ma anche di una mancanza di attenzione da parte di enti e privati. «L’Enel tiene pulito e tagliato il tratto di sua competenza, è il resto che non sfalciano, la Regione insomma», spiega Vittorino. Tuttavia, il residente ha segnalato che, lo scorso anno, nonostante un primo intervento, il secondo è stato effettuato solo una volta a giugno. «Non so per conto di chi ma immagino in appalto», dice, aggiungendo che l’intervento non è stato sufficiente. La mancanza di interventi ha portato a situazioni critiche, come l’uso di un robottino radiocomandato, che non è riuscito a compiere il lavoro. «Mah, diciamo che non erano sufficientemente attrezzati», commenta Vittorino. La situazione, se non risolta, potrebbe portare a ulteriori problemi, come l’ingrossamento delle colonie di nutrie e l’espansione dell’area incolta. La periferia è dimenticata da tutti.

La conseguenza di terreni incolti è ben nota: le pantegane si impossessano dell’area e vivono in condizioni di comfort. «Adesso ci sono anche le nutrie», aggiunge Vittorino. «Non si può fare altrimenti: devono venire, tagliare e portarsi via il falciato, oppure alla prima montana verrà tutto trascinato giù». Inoltre, in alcuni tratti si osserva un cedimento della sponda del Meschio, che richiede interventi di controllo e manutenzione. Il residente, che vede in questa situazione un ritorno a una gestione del territorio meno attenta e più distante rispetto al passato, sottolinea come la mancanza di interventi abbia portato a un aumento del problema. «La periferia è dimenticata da tutti», conclude Vittorino, che chiede maggiore attenzione da parte delle istituzioni locali.