188mila ex percettori del reddito di cittadinanza scomparsi dai radar dell’Inps

188mila ex percettori del reddito di cittadinanza scomparsi dai radar dell’Inps, dati Inps e reazioni di Tridico e De Luca.

188mila persone scomparse dai dati dell’Inps dopo la fine del reddito di cittadinanza, lavoro nero e povertà
188mila persone scomparse dai dati dell’Inps dopo la fine del reddito di cittadinanza, lavoro nero e povertà

Un dato preoccupante: 188mila ex percettori del reddito di cittadinanza scomparsi

Dopo la fine del reddito di cittadinanza nel 2023, l’Inps ha registrato un fenomeno inquietante: circa 188mila ex percettori non compaiono più nei suoi dati. Questo gruppo, che rappresenta un terzo del totale degli ex beneficiari, ha smesso di essere monitorato, creando un “buco” nei registri amministrativi. L’evento ha suscitato preoccupazioni, soprattutto tra esponenti del M5s, che vedono in questa situazione un campanello d’allarme per la povertà e la marginalità.

La scomparsa di 188mila persone non è un fenomeno casuale. Secondo l’Inps, le cause potrebbero essere legate alla durata limitata del Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl), al vincolo della partecipazione a percorsi di formazione o all’importo del sussidio, decisamente inferiore a quello del reddito di cittadinanza. Altri fattori, come l’incidenza del lavoro nero, potrebbero giocare un ruolo significativo. Tra le ipotesi avanzate, si segnala anche la mancanza di accesso a nuove misure di sostegno, che non permettono a chi guadagna poco di ricevere un aiuto per integrare il reddito.

Le reazioni di Tridico e De Luca

Pasquale Tridico, ex presidente dell’Inps e “padre” del reddito di cittadinanza, ha definito la situazione “crudele”. Secondo lui, quelle 188mila persone rappresentano i “più poveri tra i poveri”, che vivono in marginalità e sono state cancellate senza alcun supporto. «La grande crudeltà è che se oggi prendi 300 euro al mese con un lavoretto, non c’è la possibilità di ricevere un aiuto per integrare il reddito», ha sottolineato. Tridico ha anche criticato la mancanza di trasparenza e la riduzione del monitoraggio sistematico, che era presente durante il suo mandato.

La riforma del governo Meloni ha creato una situazione di fragilità. Secondo Tridico, potrebbe trattarsi di persone che non hanno più accesso a nessuno strumento di sostegno e che sopravvivono attraverso lavoretti occasionali o non dichiarati. L’ex presidente Inps ha invitato il fronte progressista a farsi carico di questa situazione, sottolineando che il reddito di cittadinanza potrebbe essere inserito nel programma del campo largo.

Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, ha visto nella situazione un segnale positivo. Secondo lui, il superamento del reddito di cittadinanza ha prodotto effetti concreti, come il record di occupati e la riduzione del lavoro nero. «La “bomba sociale” annunciata non è scoppiata», ha affermato De Luca, sottolineando che il mercato del lavoro ha continuato a mostrare segnali positivi. Con il nuovo sistema, invece, «chi è occupabile viene maggiormente indirizzato verso percorsi di inserimento lavorativo, mentre i sostegni vengono concentrati sulle situazioni di effettiva fragilità», ha concluso l’esperto. Questo, a suo parere, ha migliorato la situazione generale, anche se non ha risolto completamente i problemi di povertà e marginalità.