L’Italia si svuota: entro il 2080 perderà oltre 13 milioni di abitanti

L’Italia si svuota: entro il 2080 perderà oltre 13 milioni di abitanti, con un aumento dell’età media e un calo delle famiglie con figli.

Popolazione italiana in calo, aumento dell'età media e aumento delle famiglie senza figli
Popolazione italiana in calo, aumento dell’età media e aumento delle famiglie senza figli

L’Italia si trova ad affrontare un futuro in cui la popolazione residente si ridurrà di oltre 13 milioni entro il 2080, con un aumento dell’età media che supererà i 51 anni e un calo delle famiglie con figli. Secondo le previsioni dell’Istat, il Paese si troverà in una situazione di progressivo invecchiamento e riduzione numerica, con conseguenze profonde sul tessuto sociale e economico. Il calo della popolazione, che si avvicinerà a un ritmo di -0,6% annuo nel lungo periodo, si farà sentire soprattutto nel Sud, dove la popolazione scenderà di oltre un terzo rispetto ai livelli attuali.

Un processo cumulativo di riduzione delle famiglie con figli

Le previsioni dell’Istat indicano che il numero delle coppie con figli in Italia diminuirà da 7,5 milioni nel 2025 a 5,8 milioni nel 2050, con una riduzione del 22,3%. Questo calo, che porterà le famiglie con figli a rappresentare solo il 21,1% del totale, è dovuto a una combinazione di fattori: la bassa fecondità, la riduzione delle generazioni in età riproduttiva e il rinvio della formazione della famiglia a età più avanzate. Il processo è cumulativo: generazioni meno numerose danno origine a famiglie con figli sempre più ridotte, anche se la fecondità non dovesse diminuire.

Le coppie senza figli, al contrario, registreranno un aumento, passando da 5,4 milioni nel 2025 a 5,9 milioni nel 2050 (+8,8%). La loro incidenza sul totale delle famiglie salirà al 21,4%, con un sorpasso delle coppie senza figli su quelle con figli già nel 2047. Nel Nord e nel Centro Italia, il passaggio avverrà prima, rispettivamente nel 2038 e nel 2044, mentre nel Mezzogiorno le coppie con figli manterranno il primato per tutto il periodo.

Un invecchiamento generalizzato e un calo delle fasce di età giovani

La popolazione italiana si invecchia in modo progressivo, con l’età media che passerà da 46,9 a 48 anni tra il 2025 e il 2030, e supererà i 51 anni nel 2050. La quota di persone con almeno 65 anni passerà dal 24,7% al 27,2% del totale, mentre la fascia 15-64 anni scenderà dal 63,4% al 62,1%. I giovani fino a 14 anni, invece, si ridurranno dall’11,9% all’10,7%, con un calo che si accentuerà nel medio periodo.

Popolazione italiana in calo, aumento dell'età media e aumento delle famiglie senza figli, immagine di approfondimento

La riduzione interesserà anche le famiglie con figli, che perderanno oltre 1 milione di unità (-22,0%) tra quelle con almeno un figlio di età fino a 19 anni e -22,8% tra quelle in cui tutti i figli hanno dai 20 anni in su. L’effetto di questa contrazione si farà sentire in modo particolare nel lungo periodo, con un calo della popolazione in età lavorativa che scenderà al 53,2% e un aumento delle persone sole, che passeranno da 10 a 11,6 milioni tra il 2025 e il 2050.

Il Sud Italia, in particolare, si troverà in una situazione di forte riduzione, con la popolazione che passerà da 19,7 milioni nel 2025 a 16,7 milioni nel 2050 e a 12,3 milioni nel 2080. La contrazione raggiungerà un tasso medio annuo del -1%, con un calo di oltre un terzo rispetto ai livelli iniziali. Il Nord, sebbene abbia registrato una crescita dello 0,1% nel breve periodo, vedrà un calo progressivo a partire dal 2030, con la popolazione che scenderà a 24,2 milioni nel 2080. Nonostante il contributo migratorio, che passerà da circa 432mila nel 2025 a 372mila nel 2050, non sarà sufficiente a compensare il calo demografico. Il saldo migratorio rimarrà positivo, ma non sarà in grado di invertire la tendenza generale. L’Italia, quindi, si trova ad affrontare un futuro in cui la popolazione si ridurrà, l’età media salirà e le famiglie con figli saranno sempre meno numerose. Un quadro che segna un cambiamento radicale nella struttura sociale del Paese.