Elisa Claps, la famiglia denuncia mancanza di rispetto dopo la messa nella chiesa della Trinità
La famiglia di Elisa Claps denuncia mancanza di rispetto dopo la messa nella chiesa della Trinità.

La famiglia di Elisa Claps ha espresso forte protesta dopo la celebrazione della prima Santa Messa nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza, dove fu ritrovato il corpo della ragazza scomparsa nel 1993. La messa, celebrata dall’arcivescovo monsignor Salvatore Ligorio, è avvenuta ieri in occasione della giornata di commemorazione dei defunti, dopo anni di chiusura e restauro. La famiglia ha accusato il vescovo di mancanza di rispetto e di arroganza, sostenendo che la chiesa, irrimediabilmente macchiata dal sangue e dalle menzogne, non dovrebbe essere utilizzata per funzioni religiose.
Un passato segnato da dolore
La chiesa della Santissima Trinità, situata nel centro storico di Potenza, è diventata simbolo di un dramma che ha scosso l’opinione pubblica. Il 17 marzo 2010, il corpo di Elisa Claps, una studentessa di 16 anni scomparsa il 12 settembre 1993, fu ritrovato nel sottotetto della chiesa. Dopo il ritrovamento, la chiesa rimase sotto sequestro fino all’aprile 2012, e successivamente fu chiusa per anni per i lavori di ristrutturazione. Solo dal 24 agosto scorso è stata riaperta per la preghiera silenziosa, come indicato da una lettera del Papa a monsignor Ligorio.
La famiglia ha denunciato l’uso della chiesa per la messa. La protesta si basa su una consapevolezza crescente, in particolare dopo l’emissione di due puntate di una fiction su Rai 1, che ha reso pubblico il dramma della ragazza. La famiglia ha invitato i fedeli a leggere la targa che celebra le virtù di Don Mimi Sabia e a riflettere sul messaggio ipocrita che risuona in quella chiesa.
Un impegno emotivo e morale
La famiglia di Elisa Claps, attraverso il fratello Gildo, ha diffuso un messaggio in cui denuncia l’uso della chiesa per la messa. «Anziché il silenzio, come aveva indicato Papa Francesco, la Curia potentina sceglie ancora una volta la rimozione di quanto accaduto», ha scritto la famiglia. La protesta, sebbene non sia legale, rappresenta un forte impegno emotivo e morale da parte della famiglia di Elisa Claps.
Il vescovo ha agito come se non fosse a conoscenza del passato oscuro. La famiglia ha anche sottolineato che il vescovo, che ha rimesso il mandato a Papa Francesco il 13 ottobre scorso, ha agito come se non fosse a conoscenza del passato oscuro della chiesa. «Hanno agito come dei ladri», ha detto il fratello Emanuela Orlandi, che ha anche riferito di aver ricevuto le stesse parole dal Vaticano.
La situazione rimane delicata, con la famiglia che continua a chiedere giustizia e rispetto, mentre la chiesa, dopo anni di chiusura, cerca di ripristinare la sua funzione religiosa. La messa ieri è stata un momento di tensione, ma anche di riflessione, per una comunità che non ha dimenticato il dolore di Elisa Claps.
- Elisa Claps scomparsa il 12 settembre 1993
- Il corpo ritrovato il 17 marzo 2010
- La chiesa chiusa per anni dopo il ritrovamento
- La messa celebrata ieri dall’arcivescovo Ligorio
- La famiglia denuncia mancanza di rispetto
