Famiglia nel bosco, il sindaco di Palmoli denuncia ritardi e criticità per i minori

Il sindaco di Palmoli critica la gestione del ricongiungimento dei figli della famiglia nel bosco, sottolineando ritardi e criticità logistiche.

Soggetti in movimento tra abitazione e scuola, con criticità di viabilità e spostamenti
Soggetti in movimento tra abitazione e scuola, con criticità di viabilità e spostamenti

Il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, ha espresso forte preoccupazione per la gestione del ricongiungimento dei tre figli della famiglia nel bosco, sottolineando come l’interesse prioritario dei minori sia sembrato secondario rispetto ai tempi della burocrazia. La denuncia arriva in un contesto di criticità logistiche e di sicurezza, con i bambini che devono spostarsi per circa 40-45 chilometri di strada montana per tornare a casa durante la settimana, prima di fare ritorno a Vasto. Il primo cittadino ha definito i minori “come scatole”, sottolineando come la loro vita sia stata ridotta a una serie di spostamenti complessi e non sempre necessari.

Scelte amministrative e tempistiche critiche

Il sindaco ha ricordato come l’amministrazione si aspettasse il ricongiungimento dei minori con i genitori già dopo l’ordinanza del 20 novembre 2025, a distanza di due mesi da quando le criticità iniziali erano state risolte. Tra le soluzioni disponibili, c’era l’opzione di una scuola vicina all’abitazione messa a disposizione dal Comune, a venti metri di distanza. In quel caso, i bambini avrebbero trovato classi con pochi alunni, compagni già conosciuti e insegnanti che li avevano incontrati durante gli esami. Invece, il piano stabilito dalle autorità prevede un rientro a casa graduale, con un’alternanza tra Palmoli e Vasto, che diventerà definitivo solo a novembre.

La scelta della scuola a Vasto ha sollevato forti dubbi nel sindaco.

La scelta della scuola a Vasto, con classi numerose e un ambiente diverso da quello locale, ha sollevato forti dubbi nel sindaco. “I bambini, come scatole, torneranno a Palmoli dai genitori, poi andranno a Gissi in un ambiente protetto e infine andranno a scuola a Vasto, una scuola cittadina con molti alunni e classi numerose, dove saranno sottoposti alla curiosità degli altri bambini”, ha spiegato. L’impatto emotivo su di loro, secondo il primo cittadino, è stato trascurato, con un percorso che non ha sfruttato al massimo le opportunità di integrazione e benessere.

Il sindaco ha anche sottolineato come la tempistica delle attività preparatorie per il ricongiungimento non sia stata ottimale. “Se queste attività fossero state svolte nei mesi di luglio e agosto, ci saremmo trovati con i bambini non impegnati con la scuola, con le temperature e la luce estiva”, ha aggiunto. La relazione preliminare del consulente, arrivata a maggio 2026, aveva già consigliato l’avvio di attività per il rientro in famiglia, ma il processo è rimasto bloccato per motivi burocratici.

Un’alternativa non sfruttata

La scuola parentale, caldeggiata nel ricorso dell’avvocato Pillon, era un’alternativa già disponibile e ben accolta nella comunità locale. Il sindaco ha espresso delusione per il fatto che questa opzione non sia stata presa in considerazione, nonostante fosse stata proposta e supportata da diversi soggetti. “La scelta della sede scolastica è stata fatta senza considerare le opportunità locali e le esigenze dei minori”, ha concluso. Nonostante le critiche, il sindaco ha riconosciuto un segnale positivo dopo i recenti colloqui tra i servizi sociali, la difesa e i genitori, definiti “molto interessanti”.