Aldo Zanetti, il modenese che ha vinto l’Apod con la M83
Aldo Zanetti, astrofotografo modenese, ha vinto l’Apod con la galassia M83.

Aldo Zanetti, astrofotografo modenese classe 1956, ha vinto la scelta dell’Astronomy Picture of the Day (Apod) della NASA per l’immagine della galassia a spirale M83. L’immagine, frutto di anni di lavoro e di una passione per l’astronomia, è stata selezionata oggi, venerdì 11 settembre 2026, come immagine del giorno. Zanetti, referente della sezione dedicata all’astrofotografia dell’Unione astrofili italiani (Uai), ha raccontato come è nata l’opera e perché la M83 è un oggetto così affascinante per gli astrofotografi.
Un’emozione fortissima
«Questa domanda andrebbe fatta a Jerry Bonnell, che l’ha scelta», ha detto Zanetti, riferendosi al curatore dell’Apod. L’immagine, che unisce scatti realizzati in diversi luoghi e con strumenti diversi, rappresenta un’emozione forte per chi, come lui, ha sempre nutrito una passione per gli oggetti celesti. «È un’emozione fortissima, specie per chi come me ha sempre nutrito una grande passione per gli oggetti celesti», ha aggiunto. La M83, detta anche la Girandola del Sud, è un’immagine che ha affascinato gli astrofotografi da anni, ma per Zanetti è un simbolo di una strada fatta di passione, tecnologia e dedizione.
Un’evoluzione tecnologica e personale
La realizzazione dell’immagine ha seguito un percorso che ha visto Zanetti evolvere nel campo dell’astrofotografia. Dalla periferia di Modena, dove ha iniziato a scattare immagini con un telescopio Schmidt-Cassegrain, fino al deserto di Atacama in Cile, dove ha utilizzato uno strumento semi-professionale, l’immagine è il frutto di una serie di scatti combinati con software di elaborazione. «Con gli odierni software di elaborazione delle immagini astronomiche è possibile combinare fra loro anche singoli frame provenienti da strumenti diversi, ed è esattamente quello che è accaduto per quest’immagine», ha spiegato. L’evoluzione tecnologica ha accompagnato anche una trasformazione personale: da un laureato in astronomia a Bologna, Zanetti ha lasciato la carriera accademica per dedicarsi all’informatica, ma ha ritrovato la passione per l’astrofotografia dopo la pensione.
«Ho ripreso la passione per l’astronomia, trovando un mondo totalmente diverso da quello che avevo lasciato all’università: ricordavo gli esami di sviluppo delle lastre fotografiche o di guida all’oculare del telescopio di Loiano, e mi sono ritrovato sensori Ccd o Cmos e programmi di puntamento e guida automatica anche da remoto», ha raccontato. L’immagine della M83, che ha vinto l’Apod, è il risultato di un lavoro che unisce passato e presente, tecnologia e passione.
Un’esperienza condivisa e un futuro promettente
La passione per l’astrofotografia non si esprime solo attraverso le immagini, ma anche attraverso l’interazione con altri appassionati. Zanetti, come referente della sezione dedicata all’astrofotografia della Uai, ha promosso serate online in cui gli astrofili possono scambiare conoscenze e esperienze. «Abbiamo scelto di fare le serate dal vivo per rendere l’esperienza diretta, con una parte importante del tempo dedicato alle domande e all’interazione fra gli astrofili e gli esperti Uai che gestivano le sessioni», ha spiegato. Le serate, che hanno visto partecipare oltre 650 persone, hanno suscitato un grande interesse e hanno aperto la porta a nuove opportunità per gli appassionati.
«I diversi settori dell’astrofotografia richiedono preparazioni, disponibilità di tempi, investimenti molto diversi fra loro. Si possono fare eccellenti astrofoto paesaggistiche con una normale reflex o mirrorless, ormai si potrebbe dire anche con i telefonini – una Apod di qualche mese fa è stata scattata da una ragazza italiana proprio in quel modo –, mentre per fare un’immagine di deep sky ci vogliono strumenti specifici di acquisizione, software complessi di elaborazione e tipicamente svariate notti e poi giorni di lavoro», ha concluso Zanetti. L’astrofotografia, per lui, è un’arte che unisce tecnologia, passione e condivisione.
