Dario Vigo e la sua Vespa in Siberia: un viaggio tra strade sterrate e incontri inaspettati
Dario Vigo ha percorso 11mila chilometri in Vespa fino alla Siberia, affrontando imprevisti e incontri insoliti.

Dario Vigo, 39 anni, vespista di Grignano Polesine, ha percorso 11mila chilometri in sella alla sua Vespa, raggiungendo la Siberia. L’avventura, iniziata dopo il viaggio a Dakar, ha visto il polesano affrontare strade interrotte, problemi tecnici e la curiosità dei locali. Dopo tre settimane in Russia, Vigo ha concluso il viaggio a Tjumen, la prima città fondata nella storia della Siberia, nonostante temperature insolitamente calde e imprevisti come la frizione e il paraolio. La sua Vespa, «affidabile ma non troppo», è stata la sua compagna di viaggio in un percorso che ha attraversato la Bielorussia e la Russia, con momenti di isolamento e di incontro con persone disponibili e curiose.
Un viaggio inaspettato tra strade e imprevisti
Il viaggio di Dario Vigo ha visto la sua Vespa affrontare strade sterrate interminabili e situazioni inaspettate. «In tre settimane in Russia ero praticamente l’unico turista straniero che incontravi», racconta. Tra le sfide, il carburante è stato un problema ricorrente: alcuni distributori erano senza benzina, costringendo Vigo a spingere la Vespa e chiedere aiuto. Una volta ho rischiato grosso. Per fortuna ho incontrato quello che considero il mio angelo custode. L’uomo ha spiegato la situazione e gli ha fatto cambiare rotta, evitando di finire nei campi senza benzina. La Vespa, con la sua presenza insolita, ha attirato la curiosità degli abitanti, che lo hanno guardato come se fosse un alieno.
Contatti e ospitalità in Russia
Durante il viaggio, Dario Vigo ha avuto contatti con i Vespa Club locali, che lo hanno accolto come una superstar. «Ho trovato persone semplici, molto disponibili e con una grande voglia di aiutarmi», sottolinea. In città come San Pietroburgo, ha potuto interagire con appassionati russi, condividendo esperienze e conoscenze. Anche se il viaggio si è svolto in un periodo delicato per la situazione internazionale, Vigo non ha visto postazioni militari o situazioni particolari. Ha visto solo indicazioni e avvisi legati al pericolo dei droni. Le restrizioni, come il blocco della rete telefonica e le difficoltà con i circuiti delle carte di pagamento, hanno complicato il viaggio, rendendo necessario l’uso del contante locale.
La Vespa, dopo 30 giorni e 11mila chilometri, è tornata a Grignano, carica di ricordi: la Piazza Rossa di Mosca, la Transiberiana, la Siberia, le strade sterrate, gli incontri con i vespisti russi e le riparazioni improvvisate lungo la strada. Dario Vigo non chiude la porta al ritorno in Russia: «Non so quando, ma non lo escludo». Per lui, il viaggio non finisce mai davvero. Finisce una rotta, si sistema la Vespa, si rientra a Grignano. Poi, prima o poi, arriva una nuova idea, una nuova strada da seguire e un altro punto del mondo da raggiungere. Sempre con la stessa inseparabile compagna di viaggio: la Vespa.
