Treviso, corsi di tanatoestetica per preservare la dignità dei defunti

Treviso: corsi di tanatoestetica per migliorare la preparazione del personale e preservare la dignità dei defunti

Operatori delle case funerarie di Treviso si formano su tanatoestetica per preservare la dignità dei defunti
Operatori delle case funerarie di Treviso si formano su tanatoestetica per preservare la dignità dei defunti

A Treviso, le Case Funerarie di Ivan Trevisin e Marco Trevisin hanno avviato un corso di formazione dedicato alla tanatoestetica, affidato al tanatoprattore spagnolo Javier Eduardo Chavez Inzunza. L’iniziativa mira a migliorare la preparazione del personale e a offrire un servizio più umano e rispettoso, rispondendo a un bisogno crescente di preservare la dignità dei defunti e il ricordo dei familiari nel momento del lutto. L’obiettivo è permettere ai parenti di ritrovare nel volto e nell’aspetto del proprio caro un’immagine serena e dignitosa, riducendo l’impatto emotivo della morte.

La tanatoestetica: un intervento tecnico per la dignità

La tanatoestetica non è un artificio per nascondere la fine, ma un intervento tecnico mirato a proteggere la dignità del defunto nel momento del commiato. Si tratta di una disciplina che comprende tecniche per la cura e la presentazione del corpo deceduto, come l’igiene, la vestizione, la cura del volto e dei capelli, e interventi estetici per restituire un aspetto naturale e composto. L’obiettivo è aiutare le famiglie a elaborare il lutto, partendo da un’immagine mentale della persona amata che coincida con la sua versione migliore.

Un lavoro speciale e sensibile

«È un lavoro molto particolare e speciale» ha sottolineato Javier Eduardo Chavez Inzunza, che ha condotto il corso. L’intervento, spiega, è l’inizio del processo di elaborazione del lutto, permettendo ai familiari di affrontare l’ultimo saluto con maggiore serenità. Il senso è quello di rendere meno traumatico l’ultimo saluto. «Ricordarlo nella sua luce migliore è quello che cerchiamo di fare con discrezione», ha aggiunto. L’attività richiede competenze specifiche, ma anche sensibilità e consapevolezza del momento che stanno vivendo i parenti.

Il corso, che alterna aspetti teorici ed esercitazioni pratiche, nasce dalla volontà delle due case funerarie di investire nella formazione del personale. Sebbur operando in modo autonomo, le due strutture uniscono le proprie energie per migliorare la qualità del servizio offerto alle famiglie. «Formare il nostro personale significa aumentare la qualità del servizio che offriamo», hanno spiegato Ivan e Marco Trevisin. L’obiettivo è fare in modo che i familiari possano ritrovare nel volto e nell’aspetto del proprio caro un’immagine serena e dignitosa, riducendo l’impatto traumatico della morte.

La scelta di adottare la tanatoestetica va oltre l’aggiornamento professionale: si tratta di mettere competenza e tecnologia al servizio di una dimensione profondamente umana. L’ultimo sguardo a chi non c’è più non serve a negare la morte, ma a fissare il confine del ricordo. Un particolare, come l’aspetto del defunto, può avere un significato importante nel momento dell’ultimo saluto. La cura della persona non si interrompe con la morte: anche nel momento del commiato, professionalità, attenzione e rispetto possono assumere un valore importante per chi rimane. Con questa filosofia, le case funerarie di Treviso hanno organizzato un percorso formativo dedicato alla tanatoestetica, rivolto al proprio personale. L’iniziativa rappresenta un passo avanti nella qualità del servizio offerto alle famiglie, con l’obiettivo di offrire un momento di commiato sereno e rispettoso, in cui la dignità del defunto e il ricordo dei familiari siano preservati nel modo più appropriato.