Occhiali smart di Meta: allarme per privacy e sicurezza in USA e Europa

Occhiali smart di Meta mettono in allarme autorità di sicurezza e scuole in Usa e Europa per rischi di privacy e registrazione non autorizzata.

Occhiali smart di Meta vengono vietati in scuole norvegensi e monitorati per rischi di privacy e sicurezza in Usa e Europa
Occhiali smart di Meta vengono vietati in scuole norvegensi e monitorati per rischi di privacy e sicurezza in Usa e Europa

Nei giorni scorsi, l’antiterrorismo della polizia di New York ha lanciato un allarme per i nuovi occhiali smart di Meta, considerati una potenziale minaccia per la sicurezza e il controspionaggio. A seguito di una circolare interna, gli agenti sono stati avvertiti di effettuare ispezioni approfondite su dispositivi simili a occhiali da vista, che potrebbero essere utilizzati per registrare segretamente strutture di polizia o detenzione. A Oslo, in Norvegia, invece, i dispositivi sono stati vietati nelle scuole, mentre in Gran Bretagna si registrano preoccupazioni per il rischio di registrazione non autorizzata e abusi di dati personali.

Privacy e sicurezza a rischio con gli occhiali smart

I nuovi occhiali di Meta, progettati per essere discreti e mimetizzarsi come normali montature da vista, sono in grado di registrare audio e video senza che l’utente o i soggetti registrati ne siano a conoscenza. Solo una spia rossa avvisa della registrazione in corso, ma il rischio di non essere notati rimane alto. Secondo il documento della polizia di New York, le persone arrestate potrebbero utilizzare questi dispositivi per registrare all’interno delle strutture di polizia, mettendo a rischio la sicurezza e la riservatezza. In Inghilterra e Galles, il dispositivo è già stato vietato nei tribunali, con l’obbligo di consegna all’ingresso.

La tecnologia smart glasses sta diventando un problema crescente per la privacy e la sicurezza. In alcuni casi, i dispositivi sono stati utilizzati per registrare segretamente detenuti, come nel caso di un video pubblicato su TikTok che mostra immagini riprese in un centro di detenzione. L’uomo ha ripreso una doccia fatiscente, l’interno delle celle di isolamento, una mensa sovraffollata e molti altri detenuti mentre dormivano, mangiavano o camminavano, tutti apparentemente inconsapevoli di essere registrati.

Le preoccupazioni del Garante italiano e delle associazioni

In Italia, il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso preoccupazione per l’evoluzione tecnologica degli smart glasses, che pongono questioni rilevanti in materia di protezione dei dati. “Il trattamento di dati effettuato tramite questi dispositivi rientra pienamente nell’ambito di applicazione della disciplina europea”, ha dichiarato il presidente dell’authority Pasquale Stanzione. In Gran Bretagna, invece, le associazioni come Refuge hanno lanciato allarmi sull’uso improprio di questi dispositivi, con un aumento del 62% delle segnalazioni legate all’abuso facilitato dalla tecnologia.

Le associazioni denunciano un aumento del rischio di abusi e violazioni della privacy. Emma Pickering, responsabile del team dedicato alle tecnologie di Refuge, ha sottolineato come “è diventato fin troppo facile per i malintenzionati accedere a questi accessori smart e usarli come vere e proprie armi anche solo per sconfinare nella privacy, all’insaputa dei diretti interessati”. Inoltre, i nuovi occhiali di Meta, pensati per essere discreti, rischiano di esacerbare i problemi di privacy e sicurezza, soprattutto in contesti come i trasporti pubblici, dove si registrano episodi di molestie e abusi.

A Oslo, la sindaca ha annunciato il divieto dell’utilizzo degli occhiali smart in tutte le scuole, a partire dal 27 agosto. “Una delle aziende più ricche del mondo ha lanciato un prodotto la cui intera logica commerciale consiste nel rendere impossibile sapere quando si viene ripresi”, ha sottolineato Julie Remen Midtgarden, vicesindaca responsabile dell’Istruzione. La politica conservatrice ha criticato duramente il governo norvegese, sostenendo che studiare la questione non significa agire.