Autonomia differenziata, il Consiglio lombardo approva la Risoluzione per il percorso di attuazione

Il Consiglio regionale lombardo approva la Risoluzione sull’autonomia differenziata, con opposizioni su procedura e legittimità.

Consiglio regionale lombardo approva Risoluzione sull'autonomia differenziata, con opposizioni su legittimità e procedura
Consiglio regionale lombardo approva Risoluzione sull’autonomia differenziata, con opposizioni su legittimità e procedura

Il Consiglio regionale lombardo ha approvato a maggioranza la Risoluzione sul percorso di attuazione dell’autonomia differenziata, un passo significativo per il dibattito autonomista. L’Aula ha espresso 48 voti a favore e 21 contrari, confermando l’impegno della Regione a proseguire il percorso negoziale con lo Stato. La decisione, presa in un contesto di tensioni politiche e dibattiti su legittimità costituzionale, ha suscitato reazioni sia di soddisfazione che di critica, con esponenti di minoranza che hanno accusato una forzatura procedurale e un’accelerazione inggiustificata.

Un percorso lungo tre anni e mezzo

La Risoluzione, approvata dopo tre anni e mezzo di lavoro, si basa sui due schemi di intesa definitivi concordati con il Governo prima della pausa estiva. Si tratta di attribuzioni di ulteriori competenze e funzioni a Regione Lombardia in materie non-LEP, come protezione civile, professioni e previdenza complementare, nonché nella tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica. L’obiettivo è dare maggiore autonomia alla Lombardia, permettendole di gestire le risorse e rispondere più efficacemente alle esigenze dei cittadini e delle imprese. Il Presidente della Commissione Speciale Autonomia, Giovanni Malanchini, ha sottolineato la trasparenza del lavoro svolto e l’impegno a garantire la centralità del Consiglio regionale, nonostante le divergenze politiche. L’emendamento approvato a maggioranza prevede il coinvolgimento del CAL, di ANCI Lombardia, UPL e Città metropolitana, per rafforzare il ruolo delle autonomie locali nell’attuazione del percorso di autonomia differenziata.

Reazioni di minoranza e critiche al procedimento

Gli esponenti di minoranza hanno espresso preoccupazioni, accusando la Giunta di aver riattivato il confronto con il Governo sulla base di un atto del 2017 ormai superato, a causa della sentenza della Corte Costituzionale e del ridimensionamento delle competenze. Hanno sottolineato l’assenza di un dibattito preventivo nell’Aula e l’ignoranza dell’obbligo di un’istruttoria rigorosa, con rischi per gli enti locali che potrebbero dover gestire nuove funzioni senza adeguate coperture finanziarie.

La questione pregiudiziale, presentata dai gruppi di minoranza, è stata respinta a maggioranza, ma le perplessità rimangono. I rappresentanti dell’opposizione hanno ribadito profili di illegittimità nel rapporto tra LEA e LEP, considerando l’iter sbagliato e penalizzante per i territori. La decisione ha suscitato reazioni contrastanti, con alcuni esponenti che vedono un passo avanti per la riforma autonomista e altri che denunciano un procedimento non conforme alle norme. Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha definito l’approvazione della Risoluzione un “risultato storico”, un primo varco per abbattere il centralismo dello Stato e porre le basi per una democratica riforma autonomista.

Dopo il voto positivo, l’intesa sarà trasmessa al Governo per la predisposizione del disegno di legge di approvazione da presentare alle Camere. La decisione segna un ulteriore passo nel percorso di autonomia differenziata, con un’attenzione crescente alle competenze regionali e al ruolo delle autonomie locali.