Sigfrido Ranucci accusato di diffamazione: l’ex compagna di Lavitola lo definisce bugiardo e porcone

L’ex compagna di Valter Lavitola accusa Sigfrido Ranucci di diffamazione e lo definisce bugiardo e porcone dopo la perquisizione a casa dell’imprenditore.

L'ex compagna di Valter Lavitola accusa Sigfrido Ranucci di diffamazione dopo la perquisizione a casa dell'imprenditore
L’ex compagna di Valter Lavitola accusa Sigfrido Ranucci di diffamazione dopo la perquisizione a casa dell’imprenditore

La ex compagna di Valter Lavitola, Natalia Potenza, ha accusato Sigfrido Ranucci di diffamazione e lo ha definito «bugiardo e porcone» dopo la perquisizione a casa dell’imprenditore del Cefalù Bistrò. La denuncia arriva in seguito a una serie di messaggi scambiati in chat tra Potenza e Laura Cianfoni, collaboratrice di Ranucci, che hanno suscitato polemiche e dibattiti. La situazione si è intensificata dopo la diffusione degli screenshot di quelle conversazioni, che hanno rivelato un dibattito acceso tra le parti coinvolte.

La chat e le accuse di diffamazione

La chat tra Natalia Potenza e Laura Cianfoni ha rivelato un confronto acceso, con messaggi che indicano un’interazione tra l’ex compagna di Lavitola e la collaboratrice di Ranucci. Tra i messaggi, si legge un’interrogazione su come stava Valter Lavitola e una richiesta di supporto per i ragazzi. «Se hai bisogno di qualsiasi cosa per i ragazzi e per te, noi ci siamo», scrive Potenza. La conversazione ha suscitato reazioni forti da parte dell’ex compagna, che ha accusato Ranucci di aver diffamato lei e Lavitola.

La denuncia per diffamazione e calunnia

L’avvocato di Natalia Potenza, Giuseppe Cavallaro, ha annunciato che la sua assistita ha dato mandato di denunciare per diffamazione e calunnia Sigfrido Ranucci, Valter Lavitola e i suoi avvocati. L’azione legale segue la smentita di Ranucci, che ha negato l’esistenza di una chat segreta tra la sua collaboratrice e Natalia Potenza. «Non esiste alcuna chat segreta tra la mia collaboratrice e Natalia, la moglie di Lavitola», ha scritto Ranucci su Facebook, accusando i media di essere stati «fatti dettare l’agenda» da altri.

La perquisizione e le accuse di calunnia

La polemica è nata dopo la perquisizione a casa di Lavitola tra la sera del 4 e la notte del 5 luglio. Durante l’operazione, è stato trovato un’ordinanza di arresto, che ha suscitato reazioni da parte di Ranucci. L’ex conduttore di Report ha sostenuto che l’ordinanza era stata mandata su sua richiesta e che si trattava di un semplice messaggio di cortesia. Tuttavia, la sua ex compagna ha sostenuto che i messaggi ricevuti indicavano un’interazione più complessa.

La confessione di Lavitola e la smentita

La situazione si è ulteriormente complicata con la confessione di Valter Lavitola, che ha spazzato via i dubbi su alcune accuse. Secondo l’avvocato Cavallaro, durante una conversazione tra Ranucci e Lavitola, i due hanno inventato possibili alibi. La confessione di Lavitola ha rafforzato le accuse di diffamazione e calunnia, che potrebbero portare a conseguenze legali significative per Ranucci. La chat tra Potenza e Cianfoni continua a essere al centro dell’attenzione, con messaggi che indicano un dibattito acceso tra le parti. L’avvocato di Potenza ha anche annunciato un esposto in cui vuole chiarire la situazione, richiedendo l’audizione del pm Edoardo De Santis. La donna è in attesa di una convocazione, mentre la situazione resta in sospeso, con accuse e smentite che si susseguono. La questione potrebbe evolvere in un dibattito giudiziario, con implicazioni legali per tutti i soggetti coinvolti.