La rinascita di Lower Manhattan dopo 25 anni di trasformazione

Lower Manhattan si rafforza dopo 25 anni di ricostruzione e trasformazione.

Lower Manhattan mostra un quartiere dinamico con negozi, giovani e infrastrutture moderne
Lower Manhattan mostra un quartiere dinamico con negozi, giovani e infrastrutture moderne

Il 11 settembre 2001, Lower Manhattan fu colpito da un attacco terroristico che causò la morte di quasi tremila persone e distrusse il World Trade Center. Il quartiere, allora sede del cuore finanziario di New York, era caratterizzato da sei alberghi e un’occupazione dominata da servizi finanziari e immobiliari. Oggi, dopo 25 anni, il quartiere è diventato uno dei luoghi più dinamici della città, con un’occupazione diversificata, un’infrastruttura moderna e un turismo in crescita. Oltre 20 miliardi di dollari sono stati investiti nel progetto di ricostruzione, trasformando il luogo in un’area di lavoro e vita in cui migliaia di persone possono vivere a pochi minuti dal posto di lavoro.

Una trasformazione radicale del tessuto urbano

La rinascita di Lower Manhattan non si basa solo sulla ricostruzione del World Trade Center, ma anche sul cambiamento della destinazione degli edifici più vecchi. Decine di palazzi per uffici ormai obsoleti sono stati trasformati in abitazioni, contribuendo alla nascita di un quartiere in cui migliaia di persone possono vivere a pochi minuti dal posto di lavoro. All’inizio di quest’anno, il quartiere contava oltre 37mila appartamenti, quasi il triplo rispetto ai 13mila del 2000. Anche oggi sono 23 i progetti di conversione di uffici in abitazioni già programmati o in costruzione.

Un esempio di questa trasformazione è Stone Street, una stretta strada acciottolata che risale all’epoca olandese di Manhattan. Nel weekend i tavoli all’aperto sono pieni di giovani, segno di un quartiere che non si svuota più alla fine della giornata lavorativa. Il Financial District, un tempo associato alla finanza, è diventato luogo dove trascorrere il tempo libero. Meno finanza, più tecnologia e cultura: la trasformazione è evidente nella composizione del mondo del lavoro.

Un mix di settori e un’occupazione diversificata

Venticinque anni fa i servizi finanziari e il settore immobiliare rappresentavano circa i due terzi dell’occupazione nella zona. Oggi costituiscono all’incirca un terzo. Al loro posto sono arrivate aziende tecnologiche, società dei media, pubblicità e altri settori. Chi temeva la fuga del mondo finanziario da New York con l’elezione del primo sindaco musulmano, Zohran Mamdani, deve ricredersi: da mesi stanno arrivando società per piazzare qui la loro sede operativa e di rappresentanza. La cultura e l’intrattenimento hanno avuto un ruolo crescente. Nel 2018 Pier 17, uno dei moli dell’isola, ha inaugurato uno spazio musicale sul tetto capace di accogliere circa 3.400 persone. Il waterfront, quasi inesistente come destinazione per concerti una generazione fa, è diventato un punto di riferimento per grandi spettacoli. Il turismo, ovviamente, è ormai una componente essenziale dell’economia locale.

Il giorno dell’11 settembre 2001 Lower Manhattan aveva appena sei alberghi. Oggi sono 42. La devastazione dell’11 settembre ha distrutto o danneggiato circa tre milioni di metri quadrati di spazi commerciali. Il complesso del World Trade Center, formato da sette edifici, venne completamente distrutto. Anche la rete dei trasporti subì danni gravissimi: il terminal ferroviario Path, che collega New York al New Jersey, sotto il Trade Center scomparve, il servizio della metropolitana venne interrotto e le infrastrutture elettriche e di comunicazione gravemente colpite. La trasformazione del quartiere fu resa possibile da un enorme afflusso di risorse finanziarie. Miliardi di dollari arrivarono attraverso aiuti federali, risarcimenti assicurativi e investimenti della Port Authority. Il primo grande segnale di ritorno alla normalità arrivò nel 2006, quando Silverstein Properties completò il 7 World Trade Center, il primo grattacielo per uffici ricostruito dopo gli attentati. Il governo offrì incentivi fiscali alle aziende disposte a trasferirsi nel quartiere.

Non un’impresa facile: per anni, raccontano, molti potenziali inquilini avevano paura persino di visitare gli edifici. Vennero creati incentivi per favorire il ritorno dei residenti. Un programma finanziato dal governo federale offriva contributi fino a 14.500 dollari alle famiglie che fossero rimaste a vivere o si fossero trasferite nel quartiere. Uno degli esempi più significativi è 90 West Street. L’edificio, gravemente danneggiato dall’attacco alla Torre Sud, venne restaurato e trasformato in circa 410 appartamenti. I suoi sviluppatori temevano che i lunghi lavori al World Trade Center avrebbero scoraggiato gli affittuari. Accadde invece il contrario: alcuni degli appartamenti più richiesti erano proprio quelli che permettevano di osservare dalla finestra la ricostruzione.