La Formula 1 torna a Madrid, ma i residenti parlano di inferno acustico e distruzione ambientale

La Formula 1 torna a Madrid dopo 45 anni, ma i residenti denunciano rumori e distruzione ambientale.

Quartieri madrileni isolati da transenne, rumori di motosega e alberi abbattuti per costruzione circuito
Quartieri madrileni isolati da transenne, rumori di motosega e alberi abbattuti per costruzione circuito

La Formula 1 torna a Madrid dopo 45 anni, portando con sé un mix di entusiasmo e proteste. La gara, che si svolgerà su un tracciato costruito tra case, padiglioni fieristici e strade pubbliche, richiederà circa 48 milioni di euro all’anno per l’ospitalità. Tuttavia, il prezzo dell’evento lo pagano soprattutto i residenti, che denunciano rumori altissimi, lavori notturni, alberi abbattuti e quartieri isolati. Il quartiere di Valdebebas, a nord-est della capitale, ha visto un aumento di rumore simile a una motosega in funzione nel soggiorno, con picchi di 107,7 decibel, ben al di sopra dei limiti raccomandati dall’Oms.

Il Madring: un circuito ibrido tra città e pista

Il Madring, il nuovo tracciato cittadino, è un circuito ibrido: parte della gara si svolgerà nel cuore del complesso fieristico di Ifema, mentre altre traiettorie si svolgeranno su strade pubbliche, con tratti dove la distanza tra case e pista è di poche decine di metri. I lavori, iniziati nella primavera 2025, hanno ignorato una relazione della Comunità di Madrid che segnalava l’incompatibilità della F1 con la città senza un trasferimento dei residenti. I cittadini, però, non si sono arresi e si sono organizzati in un comitato denominato Stop Formula 1 Madrid, che ha rilevato i livelli di rumore durante i test di F3, registrando un picco di 107,7 decibel.

«Un tempo dal mio terrazzo sentivo gracidare la rane», racconta David Castejón, «provenivano da una zona verde e umida poco distante, sostituita adesso da una vasta distesa di asfalto». I residenti denunciano non solo il rumore, ma anche la distruzione di spazi verdi e la mancanza di un piano di mitigazione ambientale. I 729 alberi tagliati e i turni di lavoro h24 hanno causato tensioni e proteste, con alcuni che hanno chiamato la polizia, ma senza successo.

Le proteste e le risposte ufficiali

Le proteste dei residenti, che hanno visto la zona di Valdebebas sembrare un deserto come Arrakis, sono state amplificate dai reportage di El Pais, che hanno tenuto alta l’attenzione sui cittadini abbandonati a loro stessi. L’assessore all’Urbanistica di Madrid, Borja Carabante, ha replicato che il circuito sarà dotato di barriere acustiche e naturali, ma secondo Constantino Blanco, presidente del comitato, le rilevazioni ufficiali verranno effettuate solo durante la gara. Non può esserci reato se non c’è ancora il corpo, ha detto il presidente del comitato, riferendosi al mancato rilevamento dei dati prima dell’evento.

Per decine di migliaia di madrileni, il Madring rappresenta non l’inferno, ma un’esperienza che non rispetta i loro diritti. L’evento, che promette un mix di innovazione e spettacolo, ha visto la città sacrificare la qualità della vita per il piacere di un’esperienza. Il prezzo dell’evento è stato pagato da chi vive accanto al tracciato. Il dibattito sull’equilibrio tra sviluppo e benessere dei cittadini è in crescita, e le proteste di Stop Formula 1 Madrid segnano una voce crescente nel dibattito pubblico.

La Formula 1 torna a Madrid, ma i residenti non si sentono più a casa. Tra rumori, alberi abbattuti e quartieri isolati, il prezzo dell’evento è stato pagato da chi vive accanto al tracciato. Il dibattito sull’equilibrio tra sviluppo e benessere dei cittadini è in crescita, e le proteste di Stop Formula 1 Madrid segnano una voce crescente nel dibattito pubblico. La Formula 1, simbolo di tecnologia e velocità, si trova adesso a confrontarsi con le conseguenze reali del suo arrivo in una città che non ha mai visto un evento simile prima d’ora.