Sánchez risponde a Abascal: «Sarò un cane, ma non ho padrone»

Il premier spagnolo Sánchez replica a Abascal durante il question time, sottolineando l’indipendenza del governo e la sua posizione di fronte alle accuse di ricatto.

Il premier spagnolo Sánchez durante il question time risponde al leader di Vox Abascal, sottolineando la sua autonomia e indipendenza
Il premier spagnolo Sánchez durante il question time risponde al leader di Vox Abascal, sottolineando la sua autonomia e indipendenza

Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha risposto con fermezza al leader dell’estrema destra Santiago Abascal durante il question time al Congresso, accusandolo di ricatto e di alimentare l’odio e la xenofobia. La scena si è svolta durante un dibattito sulla gestione della crisi migratoria a Ceuta e sul rapporto tra Madrid e il Marocco. Sánchez ha definito Abascal «un cane, ma non ho padrone», un’espressione che ha suscitato reazioni forti nel Parlamento e sui social media.

Un confronto acceso tra governo e opposizione

Abascal aveva accusato Sánchez di essere «ricattato» dal Marocco, sostenendo che il governo spagnolo fosse «a Rabat», un’espressione che ha suscitato polemiche e accuse di diffamazione. Sánchez ha replicato sottolineando che il governo non accetta ricatti da nessun partito, paese o potere. «Ha proprio del grottesco che lei mi accusi dei ricatti del Marocco quando, se qualcuno ha un guinzaglio al collo, è proprio lei», ha detto il premier, riferendosi alle accuse di Abascal.

Il dibattito ha visto anche un confronto tra Sánchez e il leader del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijoo, riguardo alla legge di Memoria Democratica, che ha portato alla sospensione del diritto al voto per alcuni cittadini spagnoli. Sánchez ha sottolineato che il Partito Popolare e Vox vogliono «ledere il diritto al voto di migliaia di cittadini spagnoli», mettendo in discussione la legittimità del loro approccio. «Il prossimo governo della Spagna non può essere a Rabat, né a Bruxelles, né a Washington, né a Tel Aviv, né a Teheran, né a Pechino. Né in nessun altro posto. Deve essere in Spagna e in mani degli spagnoli», ha detto Abascal, rafforzando le tensioni tra i due partiti.

La crisi migratoria e i dati OCSE-Pisa

Il dibattito ha anche collegato la situazione migratoria a dati negativi del rapporto OCSE-Pisa 2025, in cui la Spagna ha ottenuto risultati molto bassi. Sánchez ha sottolineato come la gestione della crisi a Ceuta non possa essere separata dall’educazione e dal sistema scolastico, che ha bisogno di riforme urgenti. «Collegando la situazione migratoria ai pessimi dati del rapporto sulle scuole OCSE-Pisa 2025, in cui la Spagna ha ottenuto risultati molto bassi», ha detto, rafforzando il legame tra politica estera e interna. La tensione tra Sánchez e Abascal ha messo in luce le divisioni all’interno del Parlamento spagnolo, con il leader di Vox che cerca di mettere in discussione la leadership del governo. La situazione potrebbe influenzare le prossime elezioni del 2027, con Sánchez che si prepara a difendere la sua posizione di fronte a accuse di sottomissione e di corruzione.