Scontro tra Majorino e Tatarella su Israele, querela per “antisemitismo”

Scontro tra Majorino e Tatarella su Israele, querela per “antisemitismo” in vista delle elezioni a Milano.

Due esponenti politici discutono su Israele, un sindaco potrebbe essere accusato di antisemitismo
Due esponenti politici discutono su Israele, un sindaco potrebbe essere accusato di antisemitismo

Il dibattito politico in vista delle elezioni comunali di Milano 2027 si è acceso su un tema delicato: l’antisemitismo. Tra i protagonisti, Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in Regione Lombardia e possibile candidato del centrosinistra, e Pietro Tatarella, esponente di Forza Italia che si è messo a disposizione del centrodestra. L’episodio, scaturito sui social, ha portato a una querela da parte di Majorino, che ha accusato Tatarella di averlo definito “antisemita”. La vicenda, che si colloca in un contesto di forte tensione internazionale, ha acceso un dibattito su come si possa esprimere la critica verso il governo israeliano senza cadere in accuse di odio.

La polemica su Netanyahu e la guerra in Gaza

Il confronto è nato da un post pubblicato da Majorino, in cui ha commentato una notizia rilanciata da testate internazionali. Secondo la ricostruzione di Haaretz, circa dieci giorni prima dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohamed bin Zayed avrebbe avvertito personalmente Benjamin Netanyahu che Hamas stava preparando una grande operazione. L’ufficio del premier israeliano ha negato categoricamente di aver ricevuto quell’avvertimento. Majorino, però, ha ritenuto che la situazione fosse “sotto gli occhi di tutti” e ha definito Netanyahu “genocida”, sostenendo che il governo israeliano avesse conosciuto le intenzioni di Hamas.

Majorino ha aggiunto che, a suo giudizio, “sono proprio Netanyahu e la sua cricca i peggiori nemici del mondo ebraico”, per poi tornare sull’aspetto milanese della vicenda: associare quelle accuse alle elezioni comunali, mettendo in guardia contro il rischio di avere un “sindaco antisemita”, sarebbe a suo giudizio “folle, ridicolo e strumentale”. La sua posizione è chiara: si può criticare duramente il governo israeliano senza essere antisemiti.

Le accuse e le reazioni

Tatarella, esponente di Forza Italia, ha risposto accusando Majorino di essere “inadeguato” e di rischiare di portare a Milano un sindaco “capace di esternazioni di questo tipo senza alcun riscontro oggettivo”. L’esponente forzista ha anche sostenuto che Majorino alimenti “fantasiose teorie del complotto” e che le sue dichiarazioni possano creare un clima di odio. A sua volta, Majorino ha annunciato di voler procedere per vie legali, definendo l’accusa di antisemitismo “gravissima e intollerabile”. Ha chiarito che non accetta l’equazione tra critica al governo israeliano e ostilità verso gli ebrei, sottolineando che si può dissentire anche in modo forte senza essere antisemiti.

Tatarella non si è arreso, tornando sui social dopo le dichiarazioni di Majorino: “Leggo che Pierfrancesco Majorino ha annunciato di querelarmi per le mie dichiarazioni”. L’esponente forzista ha quindi spostato l’attenzione sui commenti comparsi sotto il post originario del capogruppo dem: “Basta leggere i commenti al suo post di ieri, che lui non cancella e non condanna, per capire che si sta alimentando un clima di odio preoccupante”. La situazione rimane dibattuta e non è ancora chiaro se le accuse siano fondate o se si tratti di un’interpretazione diversa delle posizioni espresse.

La vicenda, che ha trovato spazio sui social, ha visto anche un affondo da parte di Tatarella, che ha richiamato l’attenzione sui commenti lasciati sotto il post di Majorino, che non sono stati cancellati né condannati. L’esponente forzista ha sostenuto che si stia “alimentando un clima di odio preoccupante”. La situazione, tuttavia, rimane dibattuta e non è ancora chiaro se le accuse siano fondate o se si tratti di un’interpretazione diversa delle posizioni espresse.