Javier Bardem: “A Gaza si è commesso un genocidio, è un fatto” – L’attore si schiera per i diritti umani
Javier Bardem dichiara che a Gaza si è commesso un genocidio. L’attore si schiera per i diritti umani e denuncia il patriarcato.

Un attore che non teme di dire la sua
Javier Bardem, 57 anni, attore internazionale noto per il suo talento e la sua carriera in cinema, ha dichiarato in un’intervista che “a Gaza si è commesso un genocidio, è un fatto”. L’affermazione, fatta durante il Festival di Cannes, ha suscitato reazioni e dibattiti, ma Bardem non ha esitato a prendere posizione. L’attore, noto per il suo impegno sociale, ha sottolineato che il suo coraggio deriva da una lezione ricevuta da sua madre, l’attrice Pilar Bardem, che lo ha insegnato a non aver paura a prendere posizione. “Mia madre mi ha insegnato tanto, io vengo da un Paese machista, con un’alta media di donne uccise dai loro uomini o ex, abbiamo ancora tanto da imparare”, ha detto.
La sua voce si sente anche sul tappeto rosso
Bardem non si limita a parlare in interviste: il suo impegno politico si estende a ogni occasione. Che sia durante i festival cinematografici o alle conferenze stampa, l’attore non esita a esprimere le sue opinioni. “Dire che a Gaza si è commesso e si sta commettendo un genocidio è un fatto. Si può essere contrari, provare a spiegare, ma resta un fatto”, ha affermato. L’attore ha anche criticato i leader mondiali, come Trump, Putin e Netanyahu, per le loro dichiarazioni aggressive. “I vari Mr. Trump, Mr. Putin e Mr. Netanyahu, gli uomini dai grossi attributi, dicono: ‘Il mio cazzo più grosso del tuo e ho intenzione di bombardarti a morte'”, ha commentato.
Un impegno che va oltre il cinema
Bardem non si limita a esprimere opinioni: è attivista per Greenpeace insieme al fratello Carlos. A metà agosto ha firmato e condiviso l’appello di Artists for Ceasefire, insieme a colleghi come Susan Sarandon e Mark Ruffalo. “Bisogna porre fine alla decennale negazione dei diritti umani dei palestinesi”, ha scritto. L’attore, noto per il suo ruolo in “L’essere amato” di Rodrigo Sorogoyen, non esime se stesso dal denunciare il patriarcato. “Non esimendomi dall’interpretare patriarchi violenti lui stesso, come il regista-padre irascibile di ‘L’essere amato'”, ha detto. Un film che riflette le sue convinzioni
Nel film “Bunker”, di Florian Zeller, Bardem interpreta un architetto moralmente ambiguo che accetta di costruire un bunker per la sopravvivenza destinato a un magnate della tecnologia. Da quel momento, dopo 17 anni insieme, sua moglie inizia a mettere in discussione il loro matrimonio e i valori su cui è fondato. Il film, che sarà presentato alla 83esima Mostra del Cinema di Venezia, riflette le sue convinzioni e il suo impegno per i diritti umani. “Il mio lavoro è un modo per farsi portavoce delle istanze degli oppressi”, ha detto Bardem.
Un attore che non teme le conseguenze
Le presunte liste nere delle major hollywoodiane in cui sarebbero finiti alcuni divi, tra cui lui, per le loro prese di posizione politiche non sembrano avergli precluso nulla. “Non posso confermare l’esistenza di queste liste, ma invece di punire chi esprime liberamente il proprio pensiero su questioni gravissime, come la condanna di un genocidio, sarà proprio chi compila queste liste a essere smascherato e patirne le conseguenze”, ha dichiarato. Bardem, che ha ricevuto offerte di lavoro nonostante le sue posizioni, è considerato l’attore più politicamente esposto del momento. “Gli artisti come me che non temono di dire la loro intanto continuano a ricevere offerte di lavoro”, ha sottolineato.
- Javier Bardem: “A Gaza si è commesso un genocidio, è un fatto”
- Il suo impegno politico va oltre il cinema
- Un film che riflette le sue convinzioni
