Javier Bardem: “I nostri lussi si basano sulla miseria di altri”
Javier Bardem e Penelope Cruz a Venezia: l’attore spagnolo denuncia responsabilità dell’immigrazione legata ai lussi.

Alle porte della 83ª Mostra internazionale del cinema di Venezia, Javier Bardem e Penelope Cruz hanno acceso la scena con la loro presenza, protagonisti del film Bunker di Florian Zeller. L’attore spagnolo, in un momento di riflessione durante la conferenza stampa, ha lanciato un’attacco diretto al sistema economico e sociale che, secondo lui, alimenta l’immigrazione. “I nostri lussi si basano sulla miseria di altri”, ha detto Bardem, sottolineando come la responsabilità di questa situazione non sia solo politica, ma anche morale.
Responsabilità e lussi
Il film, ambientato in un contesto di lotta di classe, racconta la crisi di una coppia in seguito a un progetto controverso: un architetto, interpretato da Bardem, deve costruire un bunker per un miliardario. La moglie, Penelope Cruz, vive in una casa piena di comfort, ma si sente in colpa per la situazione di un vicino povero. “Tutti, anche i protagonisti, vivono in un bunker invisibile”, ha commentato il regista, mettendo in luce come la società moderna si isoli sempre di più.
La responsabilità non è solo politica, ma anche morale.
Bardem ha sottolineato che molti Paesi europei stanno adottando posizioni radicali sull’immigrazione, ma la causa è diversa. “Le persone fuggono dalle guerre, dalla miseria e da posti in cui è impossibile vivere a 50 gradi Celsius. E noi ne siamo responsabili”, ha detto, riferendosi al sistema economico che si basa su disuguaglianze e sfruttamento. “I nostri lussi si basano sulla miseria di qualcun altro, lo sappiamo tutti”, ha aggiunto, senza giri di parole.
Connessione e isolamento
La crisi della coppia, come il mondo esterno, è segnata da un isolamento crescente. “Non credo che l’Europa nel suo insieme stia riflettendo ciò che dovrebbe rappresentare, ossia i valori della vera democrazia e della vera inclusione”, ha detto Bardem, sottolineando come l’isolamento sociale e politico stia diventando una caratteristica del nostro tempo. “Compiere questo passo non è semplice ed ecco perché ci costruiamo sempre di più i nostri bunker nei rapporti umani”, ha concluso. Penelope Cruz, nel ruolo di una donna coraggiosa, ha espresso la sua rabbia per la manipolazione delle attrici. “Mi fa rabbia che a volte noi attrici veniamo utilizzate come marionette, burattini”, ha detto, mettendo in luce come le donne siano spesso marginalizzate nel potere decisionale. “Siamo una persona ottimista, ma su questo argomento sono preoccupata”, ha aggiunto, riferendosi alla mancanza di rappresentanza delle donne in ambiti di decisione.

Il film, ispirato alla storia di Mark Zuckerberg, ha suscitato un dibattito su come la tecnologia e il potere economico influenzino la società. “Oggi pochissime persone possiedono quasi tutto”, ha detto il regista Florian Zeller, mettendo in luce come la concentrazione del potere minacci la democrazia. “Possiedono la nostra intimità, i nostri indirizzi email, i giornali e le piattaforme su cui comunichiamo”, ha aggiunto, sottolineando come questa situazione sia una vera sfida per la democrazia.
La riflessione di Bardem e Cruz ha trovato eco anche nel pubblico, che ha accolto con interesse le loro parole. “Non chiudiamoci in un bunker”, ha detto Bardem, lanciando un appello a una maggiore connessione e responsabilità. Il film Bunker non è solo una storia di crisi familiare, ma un invito a riflettere su come la società si costruisce e si isola, e su come ogni individuo possa contribuire a un cambiamento.
