Una madre usa le figlie come spie per incastrare l’ex marito in tribunale

Una madre usa le figlie come spie per incastrare l’ex marito in tribunale a Venezia

Una madre e il suo ex marito si confrontano in tribunale a Venezia, con le figlie coinvolte in una guerra di separazione
Una madre e il suo ex marito si confrontano in tribunale a Venezia, con le figlie coinvolte in una guerra di separazione

Una madre ha utilizzato le figlie come spie per incastrare l’ex marito in tribunale, nascondendo registratori sotto i loro vestiti durante la separazione. L’episodio, emerso in aula a Venezia, è stato sostenuto da testimonianze di maestre e assistenti sociali, ma contestato dal difensore del 58enne, che ha sostenuto che si trattasse di situazioni create ad arte. La separazione, che dura da otto anni, ha coinvolto le due ragazze, oggi maggiorenni ma all’epoca non ancora 14enni, in una battaglia che ha visto alternarsi accuse e difese.

Una separazione estrema e una guerra di prove

Il matrimonio era già in fase di archiviazione, se non nelle carte, con i due coniugi che vivevano in case diverse, a poche centinaia di metri l’una dall’altra. Le figlie venivano alternate tra i due genitori, con un’attenzione divisa e un’organizzazione di impegni che ha alimentato tensioni. La madre, attraverso le figlie, ha cercato di ottenere prove dei comportamenti scorretti del padre, utilizzando registratori nascosti sotto i loro vestiti. I file audio, raccolti durante l’episodio, sono ora in possesso del giudice, ma il difensore ha contestato la loro utilizzabilità.

Le ragazze, oggi maggiorenni, sono state iscritte come parti offese, mentre la madre agisce come parte civile. La vicenda, che si svolge a Mestre, nel cuore benestante della terraferma veneziana, ha visto i due coniugi confrontarsi in tribunale, con le loro difese e accuse che si alternano. Il processo proseguirà a novembre, con l’udienza dedicata all’ascolto dell’accusato e dei suoi testimoni a difesa.

Episodi di abbandono e abuso di mezzi di correzione

I capi di imputazione compilati contro il 58enne mettono in luce una serie di episodi preoccupanti, pur non raggiungendo i limiti del maltrattamento. Il padre ha lasciato le figlie da sole a casa, chiudendo a chiave la porta per ore, e in più di un’occasione ha spinto e strattonato le ragazze, accusandole di maleducazione. Le bambine sono state anche trascinate scalze, dimenticate alla scuola di danza e obbligate a percorrere tragitti da sole. La madre, attraverso le figlie, ha cercato di ottenere prove di questi comportamenti, ma il difensore sostiene che si tratti di situazioni create ad arte. Le ragazze, oggi maggiorenni, sono state iscritte come parti offese, mentre la madre agisce come parte civile. La separazione, che è diventata effettiva, ha lasciato il 58enne a rispondere di reati di abbandono di minore e di abuso dei mezzi di correzione.

La vicenda, che ha trovato spazio in aula, rappresenta un caso estremo di conflitto tra genitori, con le figlie coinvolte in una guerra di prove che ha portato a una situazione giudiziaria complessa. La madre, attraverso le figlie, ha cercato di incastrare l’ex marito, ma il difensore ha sostenuto che si trattasse di una strategia orchestrata. La separazione, che dura da otto anni, ha lasciato il 58enne a rispondere di reati gravi, mentre la madre agisce come parte civile, con le figlie coinvolte in una battaglia giudiziaria che ha visto alternarsi accuse e difese.