Suicidi in aumento tra i giovani: in Italia ogni anno quasi 4.000 persone si tolgono la vita

In Italia ogni anno quasi 4.000 persone si tolgono la vita, con un aumento dei casi tra i giovani. Servizio di ascolto 24/7 per prevenire il suicidio.

Giovani che chiamano un servizio di ascolto per prevenire il suicidio, con un aumento dei casi negli ultimi anni
Giovani che chiamano un servizio di ascolto per prevenire il suicidio, con un aumento dei casi negli ultimi anni

Un problema crescente tra i giovani

In Italia ogni anno quasi 4.000 persone si tolgono la vita, con un dato preoccupante: tra i 15 e i 29 anni, il suicidio è la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali. I più a rischio sono gli under 50, con un aumento di casi negli ultimi anni, specialmente tra i giovani. Secondo le stime, la fragilità emotiva, l’isolamento, i conflitti familiari e l’uso disfunzionale dei social sono alcuni dei fattori che contribuiscono a questa situazione. La prevenzione, però, si sta facendo strada attraverso iniziative come il servizio di ascolto 24 ore su 24, attivo da inizio settembre. La prevenzione inizia con l’ascolto

Telefono Amico Italia, da quasi sessant’anni impegnato nel supporto e nell’ascolto per chi è in crisi, ha potenziato il suo servizio per garantire una copertura più ampia. In vista della giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, il servizio è attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Nei primi sei mesi del 2026, oltre 4.200 persone hanno chiamato lo 02 2327 2327, con il 53% delle telefonate proveniente da under 35. La presidente Cristina Rigon ha spiegato che negli scorsi mesi è stata avviata una sperimentazione dell’ascolto notturno, con 345 chiamate accolte in sei mesi. “È un grande traguardo poterci essere sempre”, ha commentato.

Segnali di allarme da non trascurare

I segnali di allarme a cui prestare attenzione sono soprattutto i cambiamenti evidenti e persistenti sul piano emotivo, comportamentale e sociorelazionale. Un calo ingiustificato del rendimento a scuola, la comparsa di irritabilità o tristezza marcate, la perdita di interessi sono segni da non trascurare. Attenzione anche se il ragazzo comincia a dare giudizi negativi su sé stesso, tende a isolarsi o a infliggersi lesioni, se dona o mette in ordine improvvisamente oggetti personali, inizia ad abusare di alcol o sostanze o fa riferimenti alla morte come soluzione. “Per genitori, insegnanti e coetanei il punto chiave è prendere sul serio ogni cambiamento improvviso, anche quando il ragazzo o la ragazza minimizzano”, conclude l’esperta.

La notte è un momento critico per i giovani Secondo le stime, la notte è uno dei momenti più critici soprattutto per i giovanissimi. “Aumenta la tendenza all’iperconnessione, e l’uso continuato di smartphone o Pc non solo genera nei ragazzi l’alterazione dei ritmi circadiani, ma favorisce anche il confronto con vite ‘perfette’ sui social network, l’esposizione a dinamiche di cyberbullismo e la fruizione passiva di contenuti angoscianti o frustranti”, osserva Michela Gatta, direttrice dell’Unità operativa di Neuropsichiatria infantile dell’Azienda Ospedale-Università di Padova. “Mentre il giorno impone ritmi, attività e stimoli esterni, la notte elimina i fattori di distrazione, amplificando pensieri e stati d’animo negativi”.

Un aumento di sofferenza psichica tra i giovani

Negli ultimi cinque anni, si sta assistendo a un chiaro aumento di manifestazioni di sofferenza psichica correlate alla suicidalità, come disregolazione emotiva, ansia, depressione, autolesionismo, ideazione suicidaria con o senza tentato suicidio. Gatta ha spiegato che, nelle strutture specialistiche, gli accessi per ideazione suicidaria, autolesionismo e tentativi di suicidio sono in aumento, fino a diventare una delle cause più frequenti di urgenza-emergenza in neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Questa estate nel reparto di Padova, ben metà dei ragazzi e ragazze ricoverati presentavano ideazione anticonservativa e gesti suicidari, anche particolarmente cruenti. La salute mentale dei giovani resta un tema cruciale

Come riporta l’Istat, l’indice di salute mentale nella fascia d’età tra i 14 e i 19 anni è passato dai 74 punti su cento del 2020, a 70,3 nel 2021, per poi risalire solo parzialmente a 72 nel 2024, restando comunque sotto i livelli pre-pandemici. La commissione Lancet convocata sul tema a maggio 2025 ha stimato che tre quarti dei disturbi mentali che durano tutta la vita insorgono prima dei 24 anni, rendendo l’adolescenza una finestra critica di intervento. Ma oltre all’esperienza traumatica della pandemia, che ha acuito i livelli di isolamento sociale per giovani e giovanissimi, oggi a pesare sul loro benessere psichico ci sono anche i conflitti familiari, la fragilità emotiva, un uso poco sano dei social e il bullismo.