Il ministro Giorgetti: Italia verso crescita al 1%, ma rischio procedura UE e crisi esterne

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti annuncia una crescita al 1% per l’Italia, ma sottolinea i rischi derivanti da crisi esterne e la possibilità di entrare in procedura Ue.

Ministro Giorgetti a Cernobbio parla di crescita al 1% e rischi per l'Italia
Ministro Giorgetti a Cernobbio parla di crescita al 1% e rischi per l’Italia

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha sottolineato che l’Italia si appresta a registrare una crescita economica intorno all’1%, ma ha evidenziato come le crisi esterne e il rischio di entrare in procedura europea pesino sulle prospettive del Paese. Parlando al Forum Teha a Cernobbio, Giorgetti ha ricordato come la stabilità finanziaria conseguita negli anni in termini di gestione del debito pubblico abbia permesso al Paese di affrontare con un atteggiamento diverso la tempesta che si sta profilando sul mercato dei bond. Tuttavia, ha sottolineato come la complessità del contesto internazionale e le sfide derivanti da crisi economiche esterne non siano da sottovalutare. La credibilità finanziaria è un elemento chiave per affrontare le sfide economiche attuali.

La gestione del debito come sovranismo pragmatico

Giorgetti ha spiegato che gestire bene il debito pubblico rappresenta un sovranismo pragmatico, un approccio che permette al Paese di mantenere la credibilità finanziaria anche in situazioni di turbolenza. Ha ricordato come ogni 14 giorni l’Italia venda Btp sul mercato, e che la fiducia dei risparmiatori sia un fattore cruciale per la capacità di raccogliere fondi. “Se uno non si fida di te, i suoi risparmi non te li dà e questa è una cosa non banale”, ha sottolineato. La stabilità finanziaria conseguita negli anni è un vantaggio strategico.

La legge di bilancio e la questione dei talenti

Nella manovra finanziaria, il ministro ha sottolineato l’importanza di un “occhio di riguardo” sul tema dei talenti in Italia. A Cernobbio, ha richiamato l’attenzione sulle retribuzioni e ha espresso la disponibilità del governo a investire in questo settore, ma ha sottolineato che gli imprenditori devono vedere questa come una forma prioritaria di investimento. “La legge di bilancio dovrà essere affrontata tenendo conto delle ragioni della politica ed è giusto che sia così, tenendo però anche conto del fatto che questo è un Paese sempre in qualche modo a rischio”, ha affermato Giorgetti.

Ha anche ricordato come la stabilità finanziaria conseguita in questi anni abbia dato modo di affrontare con un atteggiamento diverso la tempesta che si sta profilando sul mercato dei bond. “La domanda retorica che io facio è: cosa sarebbe accaduto all’Italia se si fosse presentata in modo fragile nella sua capacità di raccogliere sui mercati?” ha concluso il ministro, sottolineando l’importanza della credibilità finanziaria per il Paese. Il ministro ha inoltre sottolineato come la crescita economica italiana sia relativamente resiliente, ma non immune alle sfide esterne. “Se le cose vanno come da indicazioni potremmo avviarci all’1%”, ha spiegato, aggiungendo che la manovra dovrà tener conto delle ragioni della politica e del rischio del Paese. La gestione del debito è un elemento chiave per la stabilità economica.

Infine, Giorgetti ha parlato del rischio di entrare in procedura UE, sottolineando come il 22 settembre si deciderà se l’Italia supererà o meno il 3% di debito pubblico. “Se saremo sopra, saremo in procedura”, ha detto, ricordando come la stabilità finanziaria conseguita negli anni abbia permesso al Paese di affrontare con un atteggiamento diverso la tempesta che si sta profilando sul mercato dei bond. La credibilità finanziaria è un fattore cruciale per la stabilità del Paese.