Giorgia Meloni: “La tragedia di Lorena è una sconfitta per tutti, ma dobbiamo reagire”
La premier Giorgia Meloni risponde al padre di Lorena Isceri, uccisa sull’A1, sottolineando l’impegno del governo per contrastare la violenza sulle donne.
Il 3 settembre 2026, Lorena Isceri, una donna di 45 anni originaria della provincia di Lecce, è stata uccisa dall’ex compagno dopo essere stata rapita e portata sull’A1, dove è stata gettata da un viadotto. La tragedia ha scosso l’opinione pubblica e ha suscitato un appello del padre, Franco Isceri, rivolto a tutta la politica. La premier Giorgia Meloni, in risposta, ha sottolineato che la morte di Lorena è una sconfitta per tutti e ha ribadito l’impegno del governo per contrastare la violenza sulle donne.
Un appello che non è caduto nel vuoto
Il padre di Lorena, Franco Isceri, ha pubblicato un video su Facebook in cui ha chiesto alle istituzioni di non dividersi e di lavorare insieme per evitare ulteriori tragedie. «Chiedo a tutta la politica di essere unita», ha detto, «prendete provvedimenti all’unanimità, affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più». L’appello, che ha suscitato empatia e solidarietà, è stato accolto da Meloni, che ha ribadito l’impegno del governo per migliorare le misure esistenti e introdurre nuove soluzioni.
La morte di una donna è una sconfitta per tutti.
«Ogni donna che viene uccisa da chi aveva promesso di amarla, difenderla, proteggerla è una sconfitta per tutti», ha scritto Meloni sui social. La premier ha ricordato i passi compiuti dal governo, tra cui il raddoppio delle risorse per i centri antiviolenza e le case rifugio, il potenziamento del reddito di libertà e il rafforzamento del Codice rosso. «Abbiamo introdotto il femminicidio come reato autonomo tra i primi in Europa», ha spiegato, ma ha anche sottolineato che «quanto fatto non è ancora sufficiente».

Un impegno che va oltre le parole
La risposta di Meloni è arrivata dopo che il padre di Lorena aveva chiesto di «lavorare nelle scuole, potenziate i centri antiviolenza e gli strumenti normativi, per prendere provvedimenti affinché non succeda più». La premier ha ribadito che «continueremo a fare la nostra parte, fino in fondo», nel nome di Lorena e di tutte le vittime. «Nel nome delle loro famiglie. Nel nome di una società che protegge le donne e la loro libertà», ha concluso.
La violenza sulle donne non ha confini.
La tragedia di Lorena Isceri ha messo in luce i rischi della violenza domestica e della violenza di genere. Il padre ha descritto la figlia come «una donna educata, studiosa, dedita allo studio e al lavoro», con «tanti sogni». «E con lei, in fondo a quel cavalcavia, è sepolta la voglia di vivere di una famiglia distrutta», ha detto. La morte di Lorena ha suscitato un dibattito nazionale su come migliorare le misure esistenti e prevenire ulteriori tragedie. «Davanti a tragedie come quella di Lorena, nessuno può pensare che quanto fatto sia sufficiente», ha scritto Meloni, sottolineando l’urgenza di un impegno concreto e trasversale. Il governo Meloni ha ribadito l’impegno a migliorare gli strumenti esistenti e a cercare nuove soluzioni «prima che sia troppo tardi». L’appello del padre di Lorena ha trovato risposta, ma la strada per combattere la violenza sulle donne è ancora lunga. La morte di una donna è una sconfitta per tutti, ma anche un appello a non mollare mai.
