Ponte Morandi, Meloni: «Ferita profonda per Genova e l’intera Nazione». Comitato vittime: «Ci aspettavamo una figura centrale dello Stato»

Giorgia Meloni ricorda le vittime del Ponte Morandi, il Comitato delle vittime esprime delusione per l’assenza di vertici governativi.

Genova, commemorazione vittime Ponte Morandi, figura centrale dello Stato, sicurezza infrastrutture
Genova, commemorazione vittime Ponte Morandi, figura centrale dello Stato, sicurezza infrastrutture

Il 14 agosto 2026, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato le vittime del crollo del Ponte Morandi, definendo la tragedia una «ferita profonda per Genova e l’intera Nazione». La commemorazione, pubblicata sui canali social, ha rinnovato l’impegno delle istituzioni affinché la sicurezza e la manutenzione delle infrastrutture siano una priorità inderogabile. «Ricordare quelle 43 persone significa anche rinnovare l’impegno delle istituzioni affinché sicurezza, responsabilità e cura delle infrastrutture siano sempre una priorità», ha scritto la premier. L’Italia non dimentica, ha aggiunto, sottolineando il ruolo della città di Genova nel rialzarsi senza perdere la memoria.

Un dolore che non si cancella

Il Comitato delle vittime del Ponte Morandi ha espresso delusione per l’assenza dei vertici del governo centrale alla cerimonia ufficiale, a cui ha partecipato solo il viceministro Edoardo Rixi. «Chiaro che c’è il viceministro Rixi, che noi rispettiamo molto, che è sempre stato vicino a noi, però credo che una maggiore attenzione in questa circostanza avrebbe dovuto essere posta», ha dichiarato la portavoce del Comitato, Egle Possetti. «Ci aspettavamo una figura in più oltre al viceministro», ha aggiunto, sottolineando che l’assenza è particolarmente significativa dopo la recente sentenza che ha ammesso errori madornali dello Stato.

La sentenza ha messo in luce responsabilità e madornali errori dello Stato. «Ce lo aspettavamo in questa occasione in particolare, dopo questa sentenza che vede coinvolte figure dello Stato, funzionari dello Stato, una sentenza anche scomoda per lo Stato, perché anche rispetto alla concessione lo Stato aveva fatto degli errori madornali», ha ricordato Possetti. Dopo otto anni, racconta, il dolore cambia. Quando rientri nel dolore è sempre uguale, perché quelle figure non ci sono più. Loro sono nel tuo cuore, nella tua testa, nelle fotografie, ma non ci sono più.

Un percorso giudiziario in movimento

Il processo, che ha visto condanne per errori di gestione e manutenzione, ha segnato un punto di svolta importante, individuando le responsabilità fino ai vertici delle società e delle strutture coinvolte. Il Comitato ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto da giudici e procuratori, auspicando che il processo d’Appello possia iniziare il prima possibile. «La pronuncia di primo grado ha segnato un punto di svolta importante», ha spiegato un portavoce del Comitato, sottolineando l’importanza di una giustizia che non si fermi e che continui a cercare la verità.

La memoria delle vittime, però, non si limita al processo. Il Comitato sta lavorando a iniziative per il ricordo, come una rete di memoria sul territorio. L’idea è di distribuire reperti originali della struttura, tra cui il significativo «reperto 132», nei Comuni di provenienza delle vittime, allestendo spazi dedicati che mostrino la drammaticità del crollo. «La memoria non è una candela che si consuma, ma una brace che continua ad ardere», ha detto il Presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ricordando il momento esatto dell’impatto, alle ore 11:36. La perdita di familiari ha lasciato un segno indelebile. Per Egle Possetti, il dolore non si è mai spento. «L’Italia non dimentica», ha concluso Meloni, rafforzando il legame tra la tragedia e il futuro del Paese.