Skyrunner canadese dispersa sul Cervino, ricerche su una seconda scheda telefonica
Ricerche in corso per trovare la skyrunner canadese dispersa sul Cervino, con focus su una seconda scheda telefonica.

Kalie McCrystal, la skyrunner canadese di 38 anni dispersa sul Cervino dal primo settembre, è al centro di operazioni di ricerca intensificate. Le indagini si concentrano su una seconda scheda telefonica, scoperta da soccorritori e guardia di finanza di Cervinia. La donna, che si stava allenando per battere il record di salita e discesa in meno di cinque ore, è scomparsa durante un tentativo di record. La sua ultima posizione è stata segnalata da una cordata di alpiniste polacche, che l’hanno vista in discesa poco sotto il Pic Tyndall, a oltre 4.000 metri di quota.
Un’esperienza di montagna non casuale
Kalie McCrystal non era un’alpinista improvvisata. Avvocata specializzata in arbitrato internazionale e atleta d’élite tesserata con Athletics Canada, aveva costruito un palmares di rilievo nella corsa in montagna. Tra i suoi successi, il trionfo nella 55 chilometri della Whistler Alpine Meadows, in Columbia Britannica, e un sesto posto ai Mondiali di Innsbruck-Stubai. La sua preparazione per il record sul Cervino era stata intensa: test di acclimatazione, gare di preparazione e un finanziamento specifico da un’azienda. Il suo obiettivo era scendere sotto il muro delle cinque ore lungo la storica cresta del Leone, un’impresa da fuoriclasse della montagna.
Le ricerche, affidate al Soccorso alpino valdostano e alla guardia di finanza di Cervinia, si basano su dati raccolti da una seconda scheda telefonica. I tecnici stanno analizzando i “ping” e le celle agganciate prima della perdita totale di segnale, per circoscrivere l’ultima posizione della donna. La sua ultima immagine è quella scattata il primo settembre sopra la Capanna Carrel, a quasi 4 mila metri di quota, con pantaloncini corti, scarpe da trail e una giacchetta leggera. Indossava una giacca bianca, che rende ancora più difficile individuarla tra le rocce.
Le tracce e le condizioni meteorologiche
Le operazioni sono complicate dalle condizioni meteorologiche: nubi basse e raffiche di vento oltre i 4.000 metri limitano la visibilità e le finestre di volo. Nonostante ciò, i soccorritori continuano a perlustrare i versanti esposti, partendo dal Pic Tyndall, nella speranza di trovare una traccia visiva. La sua ultima testimonianza, un post su Instagram del 7 agosto, parlava di un “grande obiettivo della stagione”. Ora, di quel sogno, resta soltanto l’attesa e la fotografia dell’ultima volta che è stata vista in vita.

La sua scalata sul Cervino era il culmine di un’esperienza di montagna intensa. Dopo aver affrontato il severo trofeo Kima in Val Masino, dove aveva chiuso al quarto posto tra le donne, Kalie aveva iniziato a prepararsi sul versante della Gran Becca. Il 22 agosto aveva scritto sui social: «Siamo arrivati in cima e tornati giù tutti interi, assieme ad alcuni veloci francesi. È stato epico e, al tempo stesso, un’esperienza che mi ha fatto sentire piccola». La consapevolezza delle difficoltà era evidente: la necessità di stringere i tempi per l’adattamento dei polmoni e le condizioni ostili, segnate da scariche di sassi che avevano costretto alla chiusura del rifugio.
Il giorno prima del suo scomparire, Kalie aveva tentato la vetta in solitaria, fermandosi sulla cresta prima di ammettere: «Anche io ho dei limiti». Il tentativo di martedì primo settembre, giorno in cui si sono perse le sue tracce, è stato l’ultimo passo di un’esperienza che, pur non essendo un’impresa improvvisata, ha portato a un tragico esito. La sua scomparsa ha suscitato preoccupazione e un’azione rapida: un’amica francese ha lanciato l’allarme quarantotto ore dopo, quando il silenzio si è prolungato. Le ricerche, tuttavia, restano estremamente difficili e la speranza di trovarla ancora in vita è pressoché nula.
