Nuovi casi di Dengue in Toscana, l’infettivologo spiega: “La malattia si risolve in pochi giorni”

Nuovi casi di Dengue in Toscana: l’infettivologo spiega come si trasmette e come si cura.

Un infettivologo spiega i sintomi e la trasmissione della Dengue in Toscana, con consigli per la prevenzione
Un infettivologo spiega i sintomi e la trasmissione della Dengue in Toscana, con consigli per la prevenzione

Nel mese di agosto, in Toscana, sono stati identificati dieci casi confermati di Dengue in soggetti che hanno frequentato un’area circoscritta tra Piombino e Baratti. L’infettivologo Alessandro Bartoloni, ordinario di malattie infettive presso l’Università di Firenze e responsabile del Centro per lo studio e la cura delle malattie tropicali, ha tranquillizzato la popolazione, ricordando che la malattia non si trasmette da persona a persona e si risolve in poco tempo. La Regione Toscana ha rafforzato la sorveglianza epidemiologica e attivato misure di controllo delle malattie trasmesse da zanzare, come interventi di disinfestazione e rimozione dei focolai di larve.

La Dengue: una malattia virale presente in aree tropicali

La Dengue è una febbre emorragica di origine virale, presente soprattutto in aree tropicali e subtropicali, e trasmessa principalmente dalla zanzara. Circa metà della popolazione mondiale vive in aree in cui è possibile contrarre l’infezione. La malattia, come spiega l’Humanitas, si trasmette attraverso la puntura di zanzare infette, in particolare la zanzara tigre, presente in Italia dal 1990. I sintomi più frequenti sono febbre, dolori muscolari o retro-orbitali, e in alcuni casi può comparire un’eruzione cutanea.

Prevenzione e misure di sicurezza

Per evitare di contrarre la Dengue, è importante evitare i ristagni d’acqua in sottovasi, innaffiatoi e secchi. Si consiglia l’utilizzo di repellenti cutanei e indumenti impregnati di repellenti, nonché l’uso di magliette a maniche lunghe e pantaloni lunghi. Importante anche alloggiare in luoghi in cui sono presenti le zanzariere. La Regione Toscana ha attivato misure di prevenzione, come interventi di disinfestazione e rimozione dei focolai di larve, per limitare la diffusione della malattia. Nonostante la Dengue sia nominata da circa due secoli, ha visto un picco di diffusione negli ultimi decenni, con focolai epidemici in Centro America, Sud America, Africa e Sud Est Asiatico. Recenti focolai sono stati segnalati anche in Stati Uniti ed Europa. La malattia si diagnostica tramite l’osservazione dei sintomi e i test per la ricerca del virus e/o degli anticorpi specifici nel sangue. Attualmente non c’è una terapia specifica per curare la malattia, ma si usa il paracetamolo per alleviare febbre e dolori.

L’Humanitas ha segnalato che nel febbraio 2023, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha autorizzato l’utilizzo e la commercializzazione del vaccino Qdenga, che può essere somministrato a partire dai 4 anni di età. Si tratta di un vaccino tetravalente vivo attenuato che previene le infezioni provocate dai quattro sierotipi. Per Bartoloni, è “fondamentale proseguire con le misure di prevenzione, soprattutto in un periodo dell’anno in cui la presenza della zanzara tigre può essere ancora elevata”.