L’Italia promuove il florovivaismo Made in Italy al Regno Unito

L’Italia presenta il florovivaismo Made in Italy al Regno Unito con una missione commerciale a Londra per rafforzare i rapporti di scambio.

Aziende italiane espongono prodotti vivaistici al Four Oaks Trade Show a Londra, in cerca di nuove opportunità di collaborazione
Aziende italiane espongono prodotti vivaistici al Four Oaks Trade Show a Londra, in cerca di nuove opportunità di collaborazione

Il florovivaismo italiano si presenta al Regno Unito con una missione commerciale promossa dall’ICE, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Londra e l’Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori (ANVE). L’iniziativa, svoltasi a settembre 2026, mira a valorizzare l’eccellenza della produzione vivaistica nazionale e a consolidare i canali di interscambio con i principali attori del mercato britannico. L’obiettivo è rafforzare la presenza italiana nel settore, in un mercato strategico per il comparto, dove le importazioni di prodotti ornamentali hanno registrato un aumento del 6,4% rispetto all’anno precedente.

Una missione di quattro giorni a Londra

La missione si è articolata in quattro giornate, integrate con la partecipazione al Four Oaks Trade Show, uno degli appuntamenti più importanti del florovivaismo professionale nel Regno Unito. La fiera, in programma il 2 e 3 settembre a Macclesfield, nel Cheshire, ha visto l’esposizione di aziende italiane nel Padiglione Italia, dove hanno presentato la propria offerta e promosso le peculiarità del florovivaismo nazionale. L’evento ha offerto agli operatori britannici la possibilità di incontrare direttamente i produttori italiani e approfondire le caratteristiche dell’offerta nazionale, caratterizzata da un elevato grado di specializzazione produttiva.

La delegazione italiana è composta da 17 aziende, espressione dei diversi distretti produttivi nazionali e di una vasta gamma di specializzazioni: dalle piante mediterranee ed esotiche agli alberi ornamentali, includendo esemplari di grandi dimensioni, agrumi, olivi, essenze sempreverdi e caducifoglie, piante perenni, graminacee, bonsai, cactus, succulente e produzioni da frutto. Le aziende italiane hanno sottolineato l’attenzione crescente a temi come la tracciabilità e la tutela della biodiversità.

Aziende italiane espongono prodotti vivaistici al Four Oaks Trade Show a Londra, in cerca di nuove opportunità di collaborazione, immagine di approfondimento

Un settore in crescita e un mercato strategico

Secondo i dati del Department for Environment, Food & Rural Affairs (DEFRA), nel 2025 la produzione ornamentale britannica ha raggiunto il valore di 1,62 miliardi di sterline, di cui oltre 1,1 miliardi riconducibili al segmento vivaistico da esterno. Contestualmente, le importazioni di prodotti ornamentali hanno registrato un volume di 1,55 miliardi di sterline, con un incremento del 6,4% rispetto all’anno precedente. La crescita è sostenuta soprattutto dalle piante da esterno, che sono passate da 149 a 208 milioni di sterline. Nel primo semestre del 2026, l’import di piante vive dall’Italia verso il Regno Unito si è attestato a circa 29,2 milioni di sterline, con una crescita del 2,8% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente.

La missione ha incluso anche una serie di visite presso aziende britanniche di rilievo, tra cui Bents Garden and Home & Nursery, Brentwood Moss Nurseries/Lanes Landscapes, Les Halman Nurseries – Quality Ornamentals, David Austin Roses, Boningale Nurseries e Fullbrook Nursery/G-Scapes. Le visite sono state finalizzate ad approfondire la conoscenza del mercato locale e a favorire lo scambio di esperienze. Il programma ha incluso anche un seminario dedicato all’impatto del cambiamento climatico sulla produzione vivaistica, con interventi di Moreno Pinto, Presidente ANVE, e Luigi Pagliani, Delegato della European Nursery Stock Association (ENA), moderati da Matt Appleby, redattore e corrispondente per il settore delle piante ornamentali e del garden retail di HortWeek. L’iniziativa ha offerto agli operatori britannici la possibilità di confrontarsi con esperti del settore e di approfondire le prospettive dell’accordo sanitario e fitosanitario tra Regno Unito e Unione Europea.