Zooniverse si prepara ai dati del telescopio Roman

Zooniverse si prepara a analizzare i dati del telescopio Roman, che inizierà a raccoglierli nel 2027.

Un telescopio spaziale si prepara a inviare dati, mentre una piattaforma di scienza partecipativa si organizza per analizzarli
Un telescopio spaziale si prepara a inviare dati, mentre una piattaforma di scienza partecipativa si organizza per analizzarli

Il Nancy Grace Roman Space Telescope, il nuovo osservatorio spaziale della Nasa dedicato alle grandi survey del cielo nel vicino infrarosso, ha iniziato il suo viaggio verso il punto lagrangiano L2, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra. Dopo essersi separato dal secondo stadio del razzo Falcon Heavy, il telescopio si dirige verso l’orbita in cui entrerà a circa cento giorni dal lancio, avvenuto il 30 agosto dal Kennedy Space Center. Mentre Roman si prepara a osservare miliardi di galassie e a raccogliere dati di enorme volume, Zooniverse, la piattaforma di citizen science che coinvolge il pubblico nella ricerca scientifica, si sta già organizzando per analizzarli.

La missione Roman, con uno specchio primario di 2,4 metri, è in grado di inquadrare un’area di cielo circa cento volte più ampia rispetto a un’osservazione singola del telescopio Hubble. Questo permetterà di raccogliere immagini e spettri di enormi porzioni di cielo, con un volume di dati stimato in circa 1,4 terabyte al giorno. Questi dati alimenteranno un archivio pubblico utilizzabile anche per ricerche diverse da quelle previste dai programmi scientifici principali della missione. Per sfruttare al meglio questa quantità di informazioni, Zooniverse sta sviluppando nuovi progetti dedicati alle osservazioni del telescopio.

La scienza partecipata si espande

Zooniverse, la piattaforma che ha reso possibile la partecipazione del pubblico alla scienza, ha già avviato progetti come Galaxy Zoo, dedicati alla classificazione delle galassie. Con il lancio di Roman, l’interfaccia di Galaxy Zoo sarà utilizzata per analizzare le immagini e distinguere diversi tipi di oggetti, segnalando caratteristiche insolite da sottoporre a ulteriori analisi. Il contributo del pubblico all’analisi dei dati astronomici non nasce con questa missione, ma lo stesso Galaxy Zoo fu avviato proprio per affrontare un problema concreto.

Per Roman, i primi progetti sono già in preparazione e altri potrebbero aggiungersi nei prossimi anni. Planet Hunters, un altro progetto di Zooniverse, valuta come utilizzare le osservazioni di Roman per la ricerca di esopianeti. La citizen science si è allargata a molti altri ambiti, compresa la ricerca di pianeti extrasolari e l’identificazione di strutture o oggetti insoliti nelle immagini astronomiche. Da allora, la citizen science si è allargata a molti altri ambiti.

Un’opportunità per la scienza aperta

La quantità di dati prodotti da Roman darà un’idea delle dimensioni del progetto: la Nasa stima un volume di circa 1,4 terabyte al giorno. Questi dati alimenteranno un archivio pubblico utilizzabile anche per ricerche diverse da quelle previste dai programmi scientifici principali della missione. Una raccolta di queste dimensioni apre naturalmente spazio anche alla citizen science, ed è proprio in questa direzione che si sta muovendo Zooniverse. L’interfaccia di Galaxy Zoo, progetto di citizen science ospitato su Zooniverse per la classificazione delle galassie, permetterà a chi partecipa di classificare immagini, distinguere diversi tipi di oggetti, confrontare sorgenti e segnalare caratteristiche insolite da sottoporre a ulteriori analisi.

Con il lancio di Roman, Zooniverse si prepara a un’altra fase di collaborazione tra scienza e pubblico. Il contributo del pubblico all’analisi dei dati astronomici non nasce con questa missione, ma lo stesso Galaxy Zoo fu avviato proprio per affrontare un problema molto concreto: classificare visivamente circa un milione di galassie della Sloan Digital Sky Survey, un lavoro proibitivo per un piccolo gruppo di ricerca. Da allora, la citizen science si è allargata a molti altri ambiti, compresa la ricerca di pianeti extrasolari e l’identificazione di strutture o oggetti insoliti nelle immagini astronomiche. In questo senso, Roman offrirà ora un nuovo banco di prova a partire dal 2027, quando il telescopio inizierà a restituire i primi dati scientifici.