Trump e la campagna elettorale: un presidente in difficoltà e un GOP in bilico

A due mesi dalle elezioni di midterm, Trump rischia di diventare alleato dei democratici. La sua immagine e le promesse non soddisfano i suoi elettori.

Elettori americani in attesa di decisioni, presidente Trump e campagna elettorale in bilico
Elettori americani in attesa di decisioni, presidente Trump e campagna elettorale in bilico

A due mesi dalle elezioni di midterm, l’America è in piena campagna elettorale. Il presidente Donald Trump, nonostante il controllo del Partito Repubblicano, rischia di diventare il miglior alleato dei democratici. Mancano due mesi alle elezioni e, se si votasse oggi, Trump potrebbe essere considerato un candidato di spacco per il GOP. Nonostante il suo dominio interno, il suo stile di governo e le promesse non si traducono in consenso tra i suoi elettori, che si sentono abbandonati su temi cruciali come prezzo della benzina e costi di vita.

Trump e la sua base: promesse non mantenute

Trump ha vinto nel 2024 promettendo “America First”, ma molti dei suoi elettori oggi vedono un presidente concentrato su questioni esterne come l’Iran, il Canada e le sue battaglie personali. Mentre i cittadini continuano a preoccuparsi per il costo della benzina e dei prodotti di supermercato, la sua immagine si è indebolita. Alcuni sondaggi lo collocano al minimo della sua carriera politica, con il 71% degli americani che boccia la sua gestione, compreso il 40% dei repubblicani.

Le promesse di Trump su immigrazione, guerra e economia non si sono tradotte in risultati tangibili. L’immigrazione illegale, un tema chiave per i suoi sostenitori, ha visto operazioni dell’ICE che hanno coinvolto anche persone legalmente presenti nel Paese, causando reazioni negative. La guerra commerciale con il Canada ha creato problemi soprattutto negli Stati di confine, mentre gli agricoltori del Midwest protestano per tariffe, carburante e fertilizzanti più cari. La paura alla Casa Bianca si fa sentire anche sul fronte elettorale. Trump ha cercato di modificare le regole del voto postale a elezioni ormai vicinissime, chiedendo alla Corte Suprema di applicare nuove norme che consentirebbero al Postal Service di non consegnare schede non conformi. Una giudice ha bloccato le modifiche, e funzionari elettorali avvertono che introdurre nuove procedure a poche settimane dal voto potrebbe produrre caos e escludere elettori legittimi.

Elettori americani in attesa di decisioni, presidente Trump e campagna elettorale in bilico, immagine di approfondimento

Un GOP in bilico e una campagna in movimento

La paura che circola alla Casa Bianca si fa sentire anche sul fronte elettorale. Trump sostiene da anni che il voto postale sia poco sicuro, senza prove di frodi diffuse. Ma cresce il sospetto che il presidente, non più sicuro del consenso degli americani, voglia cambiare le regole proprio mentre i suoi sondaggi precipitano. I primi segnali di questa preoccupazione si vedono nel Midwest, dove senatori repubblicani parlano apertamente di problemi nelle campagne agricole. Stati come Iowa e Ohio, fino a pochi mesi fa difficilissimi per i democratici, sono diventati competitivi.

Il GOP cercherà di trasformare ogni elezione locale in un referendum sulla “sinistra radicale”. Ma finora non si è materializzata la grande spaccatura democratica sperata. Anche moderati sconfitti nelle primarie stanno sostenendo i vincitori progressisti. E soprattutto, secondo Reuters/Ipsos, il 46% dei democratici si dice molto entusiasta di votare a novembre, contro appena il 31% dei repubblicani. Per questo a Washington non si domanda più se sarà un’elezione difficile per il GOP, ma quanto sarà difficile. Una sconfitta alla Camera appare un rischio concreto; se l’ondata arrivasse anche al Senato, gli ultimi due anni della presidenza Trump cambierebbero completamente.